L’altare della Cappella Ducale e la statua della Madonna col Bambino di Jacopo Sansovino.

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Cappella ducale. Palazzo Ducale

L’altare della Cappella Ducale e la statua della Madonna col Bambino di Jacopo Sansovino.

Passato a vita migliore, il 27 novembre 1570, Jacopo Sansovino lasciava erede di ogni sua facoltà Francesco suo figliuolo diletto, fra cui una statua in marmo di nostra Donna col Putto con quattro Angeli, la quale scolpiva Jacopo per ordine dei Procuratori di San Marco per essere posta nella Basilica del santo patrono.

La statua in discorso giaceva nei magazzini della Procuratia, allorquando Jacopo moriva; ma volendo Francesco, suo figlio, ricavare dalla medesima maggior profitto di quello che si conveniva, disgustò i Procuratori, che ricusarono di riceverla. Pensò allora Francesco di farne dono  al Senato, come egli stesso ci narra nella sua Venezia Descritta, ed il Senato la collocava entro bellissima nicchia di marmo, di fronte al trono ducale nella sala del Consiglio Maggiore.

Moriva intanto Francesco il 28 settembre 1583, e stava ancora nella sala del Consiglio Maggiore questa statua preziosa; quando salito al trono Pasquale Cicogna il 18 agosto 1635, volendo egli ornare le principali sale del principato, ordinava a Vincenzo Scamozzi di costruire un altare cospicuo a decoro della cappella ducale, la quale prima conteneva un’ara antica, su cui si vedeva una tavola esprimente Cristo flagellato di mano di un fiammingo.

E ben conveniva alla maestà del ducale Palazzo, che sorgesse una ricca cappella, ove il Doge, la Signoria, ed il Consiglio, assistessero ogni dì alla celebrazion della Messa. Scamozzi infatti, che aveva in altre opere servito con successo la Repubblica, dava il disegno anche di questo nobile altare.

Entro una nicchia poi si collocò la statua del Sansovino, la quale meglio che statua potrebbesi chiamare gruppo. Figura la Madre Vergine seduta in trono con il celeste suo nato in braccio, e con la destra supina in atto di conceder grazia ai divoti, a lei ricorrenti. Quattro putti collocati al basso, per ognuno degli angoli, sorreggono in varie azioni il manto della Vergine, e con essa si compongono in armonico gruppo.

Gli storici che scrissero intorno a questa scultura la lodarono unanimi, e di vero nobiltà di concetto, eleganza di stile, magistrale naturalezza di pieghe, espressione viva e toccante, sono le doti primarie di essa. Maria qui si mostra vera Madre del divino Salvatore, dispensiera di grazie fra gli uomini, e regina degli Angeli. Spira confidenza da quegli occhi pieni di misericordia, e sembra non possa negare conforto ai peccatori. Sì all’aspetto di questa Madre castissima, non potevano i magistrati preganti, che essere inspirati dall’amore di giustizia, della quale virtù Maria è lucidissimo specchio. (1)

(1) Francesco Zanotto. Il Palazzo Ducale di Venezia Volume II. Venezia 1853

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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