Pietro Carlo (? – 1513), Vescovo di Caorle

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Sigillo sepolcrale del vescovo Pietro Carlo

Pietro Carlo (? – 1513), Vescovo di Caorle

Durante il periodo delle invasioni turche, alla fine del ‘400, molte zone dell’Austria dovettero essere “riportate all’interno della cristianità”, in quanto i sacramenti non erano più amministrati o lo erano molto male.

Uno dei casi più conosciuti riguarda l’operato del vescovo di Caorle Pietro Carlo(a). Esso venne nominato “vicario in pontificalibus” in quanto il vicario generale del patriarcato di Aquileia non era un vescovo. Pietro Carlo compì tre viaggi: nel 1485 e nel 1486 in Carinzia ed in bassa Stiria, nel 1487 nei territori soggetti ai conti “liberi(a) di Gorizia“. (1)

Durante questi viaggi, il vescovo Pietro Carlo riconsacrò altari e chiese dissacrate in precedenza da invasioni turche(b) e amministrò cresime ed altri sacramenti alla popolazione dovette andare in quelle zone per “recuperare” cinquant’anni di cresime e altri sacramenti e per ricordare ai parroci che non potevano chiedere offerte in natura come uova o cibo in cambio dell’assoluzione dei peccati.

Nel 1490 diresse l’edificazione della nuova sede vescovile di Caorle come da epigrafe ancora in loco, da cui si può evincere lo stemma. Nel 1491 e nel 1494 (in quell’anno ricevette anche il beneficio da papa Alessandro VI) fu eletto dal capitolo della cattedrale di Aquileia per officiare le funzioni pasquali in assenza del patriarca Barbo. Fece altri viaggi dove consacrò e riconsacrò chiese e altari nel territorio goriziano del patriarcato di Aquileia. Morirà nel 1513. (2)

Note:

(a) Le notizie sulla sua vita sono poche e controverse, pare fosse Figlio di Francesco o di Nicolò e di una certa Caterina o Maria. Lo stesso Tassini non sa di chi fosse veramente figlio e per tanto si limita a citarlo come vescovo di Caorle. Altre fonti per lo più d’oltralpe optano per l’uno o per l’altro genitore. I Carlo o Carli erano nobili, annoverati fra i cittadini originari essendosi estinto il ramo patriziale. Tassini, cittadini originari, Venezia 1888. F. Boni De Nobili, Famiglie e cognomi veneti e friulani, riproposizione del Libro d’argento delle famiglie venete di Giovanni Dolcetti. 

(b) Per conti liberi, si intende che possedevano la nomina comitale molto prima dell’istituzione del Patriarcato di Aquileia. P. F. Gusso e R. Candiago Gandolfo, Caorle sacra, Venezia 2012.

(1) Alessandro Zanotto e Debora Gusson

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Carlo

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FOTO: Akessandro Zanotto. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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