Venezia e la contrada della Chiocciola di Siena

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Via San Marco a Siena. Da https://www.ilpalio.org

Venezia e la contrada della Chiocciola di Siena

La chiesa parrocchiale di San Marco a Siena, di antichissima origine, sorgeva all’angolo di piazza del Carmine, con il fianco sinistro rivolto alla salita di San Quirico e alla porta del castello, e dava il nome al borgo che si estendeva lungo la via omonima. Incorporata nella città nella seconda metà del Duecento, la zona prese nome di “burgo nuovo de Sancto Marco“. Gli abitanti di questo borgo, fin dal Quattrocento, erano identificati con il simbolo della chiocciola, e con questo simbolo parteciparono alle varie feste cittadine, ai sontuosi cortei organizzati in occasione delle cacciate ai tori, alle buffalate ed infine al palio.(1)

L’amicizia della citta di Siena con la Serenissima risale ai tempi di San Bernardino (1380-1444), un santo assai venerato a Venezia, che vi soggiornò più volte. Fu nella città lagunare anche nel 1443, ospite dei confratelli di San Giobbe. Qui conobbe Cristoforo Moro, all’epoca podestà di Padova, il quale, come profetizzato dal santo, sarebbe divenuto doge dal 1462 al 1471. Fu il Moro, molto devoto verso San Bernardino, che, alla sua morte, ne fece fare un busto che donò alla chiesa di San Giobbe, dove oggi è conservato (sacrestia). (2)

L’amicizia continuò il 24 marzo 1451, in occasione della quarta guerra contro lo Sforza, duca di Milano. La Serenissima concluse con Siena un accordo che prevedeva l’invio di 2000 cavalieri e 400 fanti nel caso che Siena fosse stata offesa da alcuno, e Siena si impegnava ad essere amica con gli amici e nemica con i nemici di Venezia.

Nel 1919, a Victor Hugo Zalaffi, storico della contrada della Chiocciola, venne in mente di installare all’inizio della via San Marco, al ricordo che univa la contrada con il santo protettore di Venezia, una colonna con un leone marciano. La sua proposta venne però rifiutata dal Comune di Siena con la motivazione che sulle colonne cittadine si poteva collocare soltanto la lupa.

Nel 1953, il vicesindaco di Venezia Roberto Tognazzi, senese e chiocciolino, e Francesco Zambon, un veneto trasferito a Siena che scelse di diventare chiocciolino, si prodigarono affinché il sogno dello Zalaffi divenisse realtà. Finalmente, con l’appoggio del Gazzettino, il comune di Venezia accettò di realizzare e donare alla contrada della Chiocciola un bassorilievo con il leone marciano. Il 29 aprile del 1954, il cardinale Roncalli, arrivato a Siena per le Celebrazioni Cateriniane, benedisse il leone e nel luglio dello stesso anno, il sindaco di Venezia Spanio e il vice sindaco Tognazzi, con una cerimonia sfarzosa inaugurarono ufficialmente il bassorilievo, posto su un muro a fianco dell’ex chiesa di San Marco.

Sotto il bassorilievo una targa ricorda l’evento con la seguente scritta:

IL COMUNE DI VENEZIA ALLA CONTRADA DELLA CHIOCCIOLA

IL 1 LUGLIO MCMLIV (1)

(1) Affogasanti. Il giornale di San Marco Anno XLII. 25 Aprile 2014 e http://www.contradadellachiocciola.it/

(2) http://www.restituzioni.com/opere/ritratto-di-san-bernardino/

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FOTO: http://www.contradadellachiocciola.it/. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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