I “Giardini Popolari” di Sacca Fisola

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II "Giardini Popolari" di Sacca Fisola - Giudecca

I “Giardini Popolari” di Sacca Fisola

Sacca Fisola è situata all’estremità occidentale della Giudecca, ha un’estensione di 100.000 metri quadrati di superficie interamente riportati dai vari scavi effettuati in laguna nella seconda metà del XIX secolo. Il principale artefice della nascita di quest’isola, è stato il cavaliere Giovanni Busetto detto Fisola, che riversò in questa barena tonnellate e tonnellate di detriti.

I primi documenti di questa sacca, si notano in due piante tipografiche della città risalenti al 1839 e l’altra al 1840. Nell’arco di un ventennio la sacca venne ultimata, con una struttura più marcata, il Canale dei Ostregheri (oggi Canal dei Lavraneri) la divideva dalla vicina Giudecca. Solo dopo il 1880 l’intera superficie della sacca potrà dirsi definitavamente bonificata, e subito venne utilizzata con la costruzione, sul suo lato nord, di grandi capannoni ad uso portuale, il rimanente territorio era ricoperto di verde e utilizzato come orti. Successivamente vennero costruiti altri magazzini per il deposito di materiali diversi; quali carbone, cotone, legname ed altro, di qui raggiungevano con i mezzi più svariati l’entroterra. Nei primi decenni del XX secolo con lo spostamento del polo economico-commerciale, sorto ai margini della terraferma a Marghera, le industrie presenti nella sacca persero d’importanza e chiusero.

Nel periodo dell’immediato dopoguerra, si parlò di insediamenti urbani nell’isola, che troveranno concretezza nel 1956, quando l’IACP e l’Unrra-casa presentarono dei piani per la costruzione di alloggi che dovevano insediare circa cinquemila persone, che prenderanno possesso dei vari alloggi a più riprese. Nel periodo oscillante tra il 1960 ed il 1974, lo IACP costruì sull’isola 17 fabbricati, per un totale di 489 appartamenti. Il mantenimento dello spirito veneziano venne ricreato (per quanto possibile) in chiave moderna, fornendo ampi spazi verdi (i campi), strade laterali ad ogni fabbricato (calli), e grosse arterie principali di collegamento, tipo salizzade e fondamente. Formate le nuove vie s’intitolarono “al ricordo” degli orti, dell’attività peschereccia e ai personaggi illustri che in qualche modo avessero avuto contatti con questa zona.

Su queste essenziali basi, sorse il nuovo quartiere urbano di Sacca Fisola, nel cui contesto vennero edificati una scuola elementare, un asilo, varie attività ricreative (tra cui il campo da calcio) e la nuova chiesa parrocchiale intitolata al santo martire veneziano Gerardo Sagredo. (1)

(1) RICCARDO VIANELLO Sacca Fisola Origini, storia e toponomastica (Helvetia, 1987)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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