La Vigna murata e gli Orti di Venissa, a Mazzorbo

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La Vigna murata e gli Orti di Venissa, a Mazzorbo

La Vigna murata e gli orti di Venissa, a Mazzorbo

La vigna murata. L’isola di Mazzorbo, che assieme a Torcello e Burano rappresenta la Venezia Nativa, ospita la Tenuta Venissa. In questo arcipelago di natura, colori, sapori e arte si trova la “vigna murata di Venissa” dove la famiglia Bisol ha riportato alla luce l’antico vitigno Dorona di Venezia.

Venissa è un perfetto esempio di “vigna murata”, infatti l’intera tenuta, composta da un’area coltivata di oltre 2 ettari, è interamente circondata da mura medioevali, rifatte nel 1727 come indicano le lapide marmoree poste sui due lati della tenuta. A rendere ancora più suggestivo il luogo, ricco di pace e silenzio, è lo svettante campanile trecentesco della Chiesa di San Michele Arcangelo, costruita nel XI secolo.

La famiglia Bisol, che ha creduto fortemente in questo progetto, ha recuperato questa antica vigna murata, dove è stata ripiantata la Dorona di Venezia, storico vitigno autoctono a bacca bianca da cui nasce un vino unico al mondo. La Dorona di Venezia, un’uva dorata dalla buccia spessa e dalla foglia particolare, capace di regalare un nettare di nerbo, longevo ed elegante. Un tesoro nascosto nelle piccole proprietà dei contadini che stava per essere perduto. Un vigneto speciale, in parte a piede franco, in cui le viti affondano le radici in un terreno ricco di limo, argilla e minerali. Una viticoltura eroica e rispettosa della natura, volta a mantenere un equilibrio messo costantemente a dura prova dall’acqua alta. Un fenomeno estremo, fonte di stress per la vite ma capace di dare al vino un carattere unico, legato profondamente al suo terroir. Dal recupero dell’uva Dorona nasce Venissa, un vino raro, nettare da un ettaro, una produzione limitata di circa 4000 bottiglie l’anno, ricercata dagli appassionati di tutto il mondo.

Gli orti. Coltivati in collaborazione con Auser, l’associazione veneziana dei pensionati, gli orti di Venissa vengono gestiti da nove anziani dell’isola di Burano, che ogni giorno si prendono cura di questa terra, coltivando pomodori, fagiolini, cipolle, zucchine e tutte le altre verdure usate quotidianamente al Ristorante e all’Osteria Contemporanea di Venissa.

Il frutto più pregiato degli orti della tenuta è sicuramente il carciofo, coltivato in tutti nove gli appezzamenti, occupa quasi la metà della superficie degli orti di Venissa. In aprile nascono le “Castraure” la primizia della pianta del carciofo, parte apicale altri carciofi che nascono dalle ramificazioni laterali della pianta che viene raccolta per lasciare spazio ai “Botoi“, altri carciofi dalle ramificazioni laterali. I Botoi e le Castraure sono più piccole di un normale carciofo talmente tenere da poter essere mangiate crude. (1)

(1) da dei cartelli esposti nel giardino

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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