Rio Terà dei Saloni, sul Rio dei Saloni

0
2312
Rio Terà ai Saloni, sul Rio dei Saloni - Dorsoduro

Rio Terà dei Saloni, sul Rio dei Saloni

Il Rio Terà dei Saloni venne realizzato nel 1843 mediante l’interramento del rio omonimo. Il Rio dei Saloni rappresenta l’asta di una T, dove il Rio de la Lanza che confluiva nel Rio della Fornace e il Rio dei Catecumini in quello della Salute erano i bracci del taglio. Il rio che partiva quindi dall’incontro dei due rii sopraccennati, con un percorso rettilineo da nord a sud, si immetteva poi nel Canale de la Giudecca. Aveva due fondamente che correvano parallele per tutta la sua lunghezza, e che terminavano a nord, una con il Ponte dei Catecumeni e l’altra con il Ponte de la Lanza, a sud le due rive erano collegate invece con il Ponte dei Saloni. (1)

SALONI (Fondamenta, ora Rio Terrà, Fondamenta e Ponte dei, Fondamente delle Zattere alli) a San Gregorio. Riferisce il Codice CLXVI, Classe VII della Marciana, intitolato: Memorie concernenti le Vite dei Veneti Cancellieri Grandi, che tali denominazioni hanno avuto origine non, come pretendono alcuni, dai prossimi magazzini del sale, ma bensì dalla cittadinesca famiglia Dalle Fornaci, soprannominata Saloni, che produsse Alessandro, eletto Cancelliere Grande noi 1470. Questa famiglia era originaria dal Friuli, ed un ramo di essa abitava in parrocchia di San Gregorio fino dal secolo XIV, poiché un sier Giacomello dalle Fornase, da S. Gregorio, si trova fra gli estimati del 1379. Sembra poi che fosse soprannominata Saloni dai vari individui della medesima che portarono il nome di Assalonne, e non, corrottamente, dal titolo di Solone, dato al Cancelliere Grande Alessandro per la sua gravità e prudenza. Sappiamo che il 4 marzo 1382 un Antonius q.dam ser Saloni de Marano (castello del Friuli) a Fomacibus, ed un Giorgio Loredan vennero condannati ad un anno di carcere, ed a cinquanta lire di multa perchè trassero fuori de loco domicellarum S. Agnetis, e conobbero carnalmente per quattro giorni, l’uno Barbarella, moglie di Giacomo Possente, e l’altro Maria dei Torresani. Anche un Assalon dalle Fornaci q. Giacomo da Marano ebbe un processo criminale perchè, dopo aver amoreggiato con una Franceschina, ed aver avuto da essa due figli, l’abbandonò, e sposò un’altra donzella per nome Cecilia. Egli, con sentenza 1 novembre 1396, venne obbligato a pagare duecento ducati per maritare la Franceschina. Chi sa che questi non fosse il padre del Cancelliere Grande Alessandro, che, per quanto attestano le Memorie concernenti le Vite dei Veneti Cancellieri Grandi, era pur egli nominato Assalonne? Va errato poi il canonico Telesforo Bini, nella sua opera intitolata: I Lucchesi a Venezia, confondendo la famiglia di cui si parla con l’altra famiglia Dalle Fornaci, che venne da Lucca, ed ebbe un privilegio di cittadinanza Veneziana fra gli anni 1366 e 1368. Bensì dicono alcune cronache che la famiglia Dalle Fornaci, o Saloni, da San Gregorio, era di un medesimo sangue con quell’Alvise dalle Fornace, domiciliato a San Canciano in Birri, fatto nobile nel 1381, i discendenti del quale assunsero l’arma ed il cognome dei Bon. La famiglia Dalle Fornaci, o Saloni (sia, o no, quella che produsse quel vescovo di Ossaro, sepolto in Sant’Antonio di Castello) continuò anche in epoche meno lontane ad abitare e possedere stabili in parrocchia di San Gregorio, constando che l’Oratorio della Dottrina Cristiana sulle Zattere venne cretto nel 1575 sopra un terreno vacuo comperato da Giacomo Saloni cittadino Veneziano dal confine di San Gregorio, e che un Perina dalle Fornaci, o Saloni, notificò varie case nel 1661, situate a San Gregorio, sulla Fondamenta dei Saloni.

I Saloni mancarono in Venezia nel secolo trascorso, continuando però ad esistere nel patrio Friuli. Ai Saloni fiorì dal 1651 al 1689 un teatro aperto dapprima a produzioni drammatiche, ma che nel 1670 cominciò ad acquistare rinomanza per mezzo di una società filodrammatica con l’opera: Adelaide regia principessa di Susa, poesia di G. Battista Rodoteo, musica di diversi. In questo teatro nulladimeno meno vennero cantate nel giro di vari anni 4 opere soltanto, l’ultima delle quali nell’estate del 1689 col titolo Argene, poesia dell’abbate Badi, musica del Caldura. (2)

(1) Cfr. La Pianta di Venezia di p. Vincenzo Maria Coronelli (1697) e la Pianta della città di Venezia di Ludovico Ughi (1729)

(2) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

Print Friendly, PDF & Email

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.