Ponte de Cà Grimani sul Rio de le Erbe

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Ponte de Cà Grimani sul Rio de le Erbe - San Polo

Ponte de Cà Grimani sul Rio de le Erbe. Calle del Magazen – Sotoportego Dolfin

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in ferro a meandri e volute, sostenute da colonnine in pietra d’Istria. Su un fianco del ponte, al centro dell’arco, è riportata la data “A. 1863”.

Altro palazzo della famiglia GRIMANI a San Polo.

Solenne e celebre fu l’incoronazione di Morosina Morosini, moglie del doge Marino. Approdarono perciò a queste rive (a San Luca) il 4 maggio 1597, sulle ore diciotto, il bucintoro, e le peate ducali coi consiglieri, con altri nobili di Pregadi, e con il Cancellier Grande, i quali tutti, al suono di trombe, ed al tuonare delle artiglierie, ascesero le scale e pervennero in sala. Allora il cavaliere del doge andò per la principessa, che venne tosto incontro alla comitiva, e poi giurò quanto nella Promissione Ducale, donando una borsa d’oro a ciascuno dei Consiglieri, ed al Cancellier Grande, ove si conteneva un’aurea medaglia con la sua effigie, e le parole: Maurocena Maurocena da un lato, e con l’iscrizione: Munus Maurocenae Grimani Ducissae Venet 1597 dall’altro. Dopo tale cerimonia, la dogaressa montò in bucintoro, accompagnata da una folla di barche, e dai brigantini dell’Arti, magnificamente addobbati.

Discese poscia alla Piazzetta di San Marco, nella quale, per cura dei Beccaj, era stato eretto un grand’arco, e fece con tutto il suo seguito il giro di ambedue le piazze sotto un porticato di tende. Aprivano il corteggio trecento bombardieri, a cui tenevano dietro le Arti coi loro gonfaloni; quindi i suonatori di pifferi e trombe; quindi una schiera di gentildonne giovani a due a due, vestite di seta bianca, e seguito da altre gentildonne più vecchie, vestite di verde, pavonazzo, e color di rosa secca. Dopo le gentildonne venivano quattro procuratesse, e la moglie del Cancellier Grande in abito di seta nera. Si vedevano in seguito sette tra figlie e nipoti della dogaressa in vesti bianche ad argento ed oro. Finalmente, preceduta da sei damigelle vestite di verde, e da due bellissimi nani maschio e femmina, compariva la dogaressa col corno in testa, sotto del quale le scendeva sugli omeri un sottilissimo velo, e con manto bianco, e sottana di sopra riccio d’oro. Chiudevano la processione i Consiglieri, i Procuratori, e tutta la Signoria. Così accompagnata, entrò Morosina Morosini nella basilica di San Marco, e di là sali al palazzo ducale, passando innanzi a tutte le 19 Arti, in bell’ordine disposte. Giunta nella sala del Maggior Consiglio, e seduta sopra il trono ducale, successe un bellissimo festino, rallegrato da una refezione composta di confetture rappresentanti uomini, donne, barche, ed altri oggetti, la quale prima, al lume di più che 60 torce, era stata condotta in giro per la Piazza di San Marco. Morosina Morosini, rimasta vedova del doge Marino Grimani, chiuse i suoi giorni nel palazzo di San Luca il 22 gennaio 1614, legando alla basilica di San Marco la Rosa d’oro, che le era stata spedita in regalo dal pontefice Clemente VIII. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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