Famiglia Ziani

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Stemma della famiglia Ziani. Famiglie Venete con le loro armi. Biblioteca Estense universitaria

Famiglia Ziani

Sostengono alcuni cronisti che la famiglia Ziani sia di un medesimo sangue con gli Zane. Ma altri, nè senza buone ragioni, lo negano decisamente. Certo è che li Ziani, siano venuti da Jesolo o da Torcello, e da questa città in Rialto, come vogliono alcuni cronacisti, o pervenissero da Padova o da Cavarzere direttamente, secondo altri, furono tribuni nei primi tempi della Repubblica. Era questa famiglia potente e ricchissima, dicendosi che le sue ricchezze le fossero pervenute dall’avere ritrovata scavando in Altino, una vacca d’oro massiccio, forse idolo degli antichi abitatori, che adoravano, non Proserpina sotto quelle forme, come opina il Gallicciolli, ma piuttosto Venere, il cui simbolo era propriamente la vacca, massime in Egitto. Ebbe questa illustre famiglia nel 1173 il doge Sebastiano Ziani e nel 1205 suo figlio Pietro Ziani.

Grande ruolo ebbe Sebastiano Ziani nella riconciliazione tra il papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa,   il pontefice  grato  per il contributo donò al doge un anello come segno del dominio che gli concedeva sopra il mare Adriatico. Nacque da allora il costume che, arrivato il doge con il Bucintoro alla bocca del porto, gettasse in mare l’anello (legato con un robusto filo di seta atto a recuperarlo), con queste parole: “Desponsamus te mare in signum veri perpetuique nostri dominii”. (1)

Il doge Sebastiano Ziani è ricordato anche per avere allargato la Piazza, interrando il rio Batario, e demolendo la chiesa di San Geminiano, la quale si rifece più addietro là dove, vari secoli dopo, risorse per opera del Sansovino. Ciò fatto, volle lo Ziani cingere la Piazza medesima di alcuni edifici formati a foggia di gallerie, i quali, perchè poi destinati all’abitazione dei Procuratori di San Marco, si dissero Procuratie. Questi edifici ad  un piano soltanto, sono quelli che si scorgono nel quadro di Gentile Bellini, dipinto nel 1496, e rappresentante una processione in Piazza di San Marco.

Fra le molte vigne, che vi erano in Venezia, la più estesa di tutte, e la prima che avesse fruttificato si reputava quella della famiglia Ziani. In essa si scorgeva una chiesetta, dedicata a San Marco, perchè, secondo una volgare tradizione, questo era il luogo ove aveva pernottato l’Evangelista assalito da fiera burrasca, e gli era apparso un angelo dicendogli: “Pax tibi Marce evangelista meus!” e profetizzandogli la futura fondazione di Venezia. La vigna, insieme alla chiesa ed alcune botteghe, fu lasciata, mediante testamento 5 giugno 1253, da Marco Ziani conte d’Arbe, figlio del doge Pietro, ai frati Minori o ai frati Predicatori, o ai Cistercensi. Ebbero la preferenza i Minori Osservanti, che vi fermarono in stabile domicilio. (2)

A dimostrar poi essere provenute da un ceppo medesimo le due famiglie Ziani e Zane, recano a prova alcuni genealogisti, fra i quali il Cappellari, innalzare tutte e due lo stesso scudo. Ma è questo un errore manifesto. Poiché gli Ziani avevano per impresa uno scudo diviso d’oro e di azzurro, carico di sei gigli dei colori contrapposti; e gli Zane usavano alternativamente due scudi; uno diviso d’argento e di azzurro, con una volpe rampante dei colori contrapposti; l’altro, inquartato con nella prima e quarta divisione una torre d’argento in campo vermiglio, e nella seconda e terza la volpe come nel primo scudo. Fu poi variato lo stemma degli Ziani, non si saprebbe da chi e come, e sotto le immagini dei dogi Sebastiano e Pietro Ziani lo si vede inquartato, con nel primo e quarto punto una zampa di volpe d’argento in campo azzurro, e nel secondo e terzo tre gigli per cadauno, dei colori contrapposti ora detti. (1)

(1) Il Palazzo Ducale di Venezia Volume IV. Francesco Zanotto. Venezia MDCCCLXI

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872

I dogi della famiglia:

Sebastiano Ziani. Doge XXXIX. Anni 1172-1178
Pietro Ziani. Doge XLII. Anni 1205-1229

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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