Chiesetta

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Chiesetta - Palazzo Ducale

Chiesetta

Quivi udiva il doge, coi consiglieri e coi savi del collegio, la messa celebrata ogni giorno da un cappellano ducale. Anticamente questo luogo, già fornito dei quadri di Tiziano, di Vincenzo Catena, del Tintoretto e d’altri, chiamavasi la sala delle statue poiché vi erano undici statue di molto pregio, rappresentanti altrettanti imperatori, avute dalla repubblica da diverse città e da vari principi.

Ridotta a chiesetta venne dipinta a fresco da Jacopo Guarana e dai suoi scolari, tranne gli ornamenti che tutti sono di Girolamo Colonna Mingozzi. Bella opera di Vincenza Scamozzi ne è l’altare; la statua della Bata Vergine col bambino al collo e con quattro puttini all’intorno, si fece da Jacopo Sansovino e dai suoi eredi veniva donata al senato.

La porta di questa sala, a parte diritta dell’altare, mette ad un piccolo luogo già adoperato ad uso di sagrestia, mentre l’altra porta conduce ad una scala per la quale andavasi direttamente nelle stanze ducali, e nella così detta sala dei filosofi. Merita però sommamente di essere osservato sopra la porta di quella scala il San Cristoforo, l’unica pittura a fresco che intatta rimanga di Tiziano Vecellio. Si consideri al carattere di quel santo, alla vigoria del dipinto e si rimembri che molto speditamente il conduceva Tiziano. Finalmente le due figure nelle porte laterali al basso della scala medesima si dipingevano da Giuseppe Salviati. (1)

ERMOLAO PAOLETTI. Il Fiore di Venezia, Volume II. Tommaso Fontana tipografo edit. Venezia 1839

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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