Pozzo di Campiello drio Cà Memo

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Pozzo di Campiello drio Cà Memo - Cannaregio

Pozzo di Campiello drio Cà Memo

Vera: in pietra d’Istria di forma esagonale. Su un lato della vera è scolpito, in bassorilievo, lo stemma della famiglia Memmo con incise le lettere P/M; su un altro lato è scolpito, in bassorilievo, lo stemma della famiglia Polani con incise le lettere B/P; su un terzo lato è incisa la scritta “PUBLICAE / UTILITATI / ANNO DNI / MDCCX”; su un quarto lato è scolpito, a bassorilievo, lo stemma della famiglia Memo con incise le lettere A/E; in un altro lato ancora è incisa la scritta “PIETRO MEMMO / BERNARDIN POLANI / ANDREA EMO / PROVISORI / COM”. Base: esagonale. Copertura: lastra metallica convessa, con carrucola.

Campiello drio Cà Memo Vennero da Malamocco vecchio, dove abitavano, prima che la sede si riducesse a Rialto. L’origine però loro più comunemente si crede venga dagli antichi Memmi di Roma, discendenti da Mnesteo Trojano uno dei seguaci di Enea. Nei principi erano chiamati Tribuni; essendo passato loro in cognome il titolo della dignità, che frequentemente occupavano. Prima del 700 furno del Consiglio, delli principali del Governo e delli dodici Elettori del primo Doge. Fecero edificare la chiesa di Santa Maria a Torcello, ove posero i corpi di San Teodoro
Vescovo d’Altino e di San Liberale, facendola consagrare il 716. Ebbe questa famiglia antichissima 3 Dogi. Pietro l’892, che ancora chiamossi Tribuno, Tribuno il 977, da cui cominciarono a chiamarsi Memmi, e il 1612 il Doge Marco Antonio. (1)

(1) Libro dei Nobili Veneti ora per la prima volta messo in luce. Tipografia delle Murate. Firenze 1866

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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