Il Fascio Littorio, da simbolo romano a simbolo fascista

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Stemma con Fascio Littorio scalpellato in Calle Caparozzolo

Il Fascio Littorio, da simbolo romano a simbolo fascista

Nell’antica Roma il Fascio Littorio era il simbolo dell’imperium conferito ai magistrati, simbolo e strumento del potere punitivo, era un cilindro di verghe di olmo o di betulla, in numero di sei o di dodici, tenuta insieme da cinghie di cuoio rosse nel quale era inserita una scure a lama semplice o bipenne. Nella Roma repubblicana veniva portato dai littori (militi portatori del fascio), in numero variabile, il dittatore ne disponeva di ventiquattro, i consoli di dodici, pretori e proconsoli di sei, edili e questori ne avevano due.

In epoca moderna venne riutilizzato durante la rivoluzione francese, talvolta sormontato dal berretto frigio, dove era un simbolo di democrazia e ordine sociale. Venne utilizzato anche durante il nostro Risorgimento come simbolo della concordia e dell’unione del popolo italiano.

Mussolini creò nel 1919 i fasci di combattimento, predecessori del partito fascista, che avevano come simbolo il fascio nella sua forma risorgimentale con una scura sormontata da un cappello frigio in cima alle verghe. Venne poi modificato e dichiarato emblema nazionale nel 1926, e venne imposto come simbolo omnipresente dell’era fascista. (1)

Diversi sono i fasci littori fascisti ancora presenti a Venezia, tutti scalpellati alla caduta del regime, si possono vedere in Secco Marina e in Calle Caparozzolo a Castello, in Calle Lardoni e in Calle de la Masena a Dorsoduro e in Campo Santa Maria Maggiore (carcere) a Santa Croce.

(1) Fonti diverse

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Fascio littorio in Calle de la Masena; Fascio littorio in Seco Marina; Fascio littorio in Calle Caparozzolo; Calle Lardoni; Calle Caparozzolo; Calle de la Masena; Fascio littorio in Calle Lardoni

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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