La dignità di Lucia Emo, gentildonna veneziana

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Palazzo Emo alla Maddalena, Sestiere di Cannaregio

La dignità di Lucia Emo, gentildonna veneziana

Narra Francesco Muazzo nel suo “Raccolta de’ proverbi, detti, sentenze, parole e frasi veneziane, arricchita di alcuni esempii ed istorielle” che Lucia Emo, gentildonna veneziana, dovendosi accompagnare con un patrizio di allora, venne condotta alla presenza di questo, il quale avendola vista alquanto sproporzionata di viso e stando in dubbio se prenderla o meno, rivolto al padre della ragazza gli chiese una aggiunta di dote la quale coprisse il difetto della puta.

Lucia, prima che rispondesse il padre, si fece avanti e rivolta al disgustoso gentiluomo disse che non sarebbe mai stato padrone di lei, uno che fa più stima della dote che della donna, e poichè era di corpo non perfetto e non proporzionato, lei si gloriava di avere un animo sincero e ben disposto, e rivolgendosi a suo padre disse: “Reservé, sior pare, la dota per altro uso, ch’io intendo consacrarme al Signor“, e non molto tempo dopo si fece monaca. (1) 

(1) Francesco Zorzi Muazzo. Raccolta de’ proverbi, detti, sentenze, parole e frasi veneziane, arricchita di alcuni esempii ed istorielle. Fondazione Giorgio Cini, Regione del Veneto, Angelo Colla Editore

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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