Il tesoro della Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, e la statua della Madonna Immacolata

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La statua dela Madonna Immacolata sulla facciata della Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli

Il tesoro della Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, e la statua della Madonna Immacolata

La Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, vicina all’Arzere di Santa Marta venne fondata nel settimo secolo dai Padovani rifugiatisi nelle lagune per paura di una invasione Longobarda, e prese il nome dall’isola dove non vivevano che pochi pescatori a parecchi mendicanti, “mendicoli“. La chiesa poverissima visse sempre una vita stentata e difficile, e solo verso il 1053 ebbe qualche giorno di prosperità per offerte di cere e di denari nell’occasione dei funerali del patrizio Grazioso Donato ucciso dai Verulli (famiglia patrizia estinta) a coltellate nel rivo di San Nicolò. I funerali durarono otto giorni, e poi, spente le cere e cessate le offerte, la chiesa ritornò nel suo squallore di “mendicola” con poche preci e nessuna offerta.

Passarono gli anni, e solo nel seicento con grande meraviglia di tutta la povera parrocchia, si videro muratori e scalpellini e falegnami restaurare la chiesa cadente, rinnovare la facciata, rifare gli altari con colonne di marmo e con statue. Tutti questi lavori erano stati ordinati da un povero prete della chiesa, tale Giovanni Zaniol ed erano da lui stesso pagati in contanti.

La cosa fece rumore in parrocchia e non mancarono maldicenze e calunnie, tanto che anche la giustizia volle vedere chiaro e il prete fu chiamato a Palazzo dagli Avodgadori. Egli vi andò a ritornò senza macchia, ma sulla facciata della chiesa, per alludere alla sua rettitudine, fece porre un’immagine della Vergine con le parole: “Sine labe concepta“, (concepita senza peccato) accenando così alla purità della Vergine e all’onestà del restauro.

Però il mistero di quel denaro si trova svelato in una scheda manoscritta dello storico Cicogna, nel Museo Correr, in cui è detto che il prete Giovanni Zaniol in una vecchia sepoltura che stava nel campanile aveva trovato parecchio oro ed argento e lo aveva destinato al restauro della chiesa. (1)

Esiste una seconda statua dell’Immacolata Concezione sulla facciata della chiesa verso la Calle drio la Chiesa, non sembra però che questa statua sia stata voluta dal Zaniol per riconfermare la sua onestà.

(1) Giovanni Malgarotto. Il Gazzettino. 1 ottobre 1925

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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