Bando contro il contrabbando del pane, ai Santi Apostoli nel Sestiere di Cannaregio

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Sotoportego Falier. Sestiere di Cannaregio

Bando contro il contrabbando del pane, ai Santi Apostoli nel Sestiere di Cannaregio

La Republica ebbe sempre una occulata vigilanza sui “pistori“, venditori di pane e nel 1541 i Provveditori sopra la Giustizia vecchia avevano giurisdizione sulle due grandi “paneterie” che esistevano l’una in Piazza San Marco, presso il campanile, composta di diciannove botteghe; l’altra a Rialto, di fianco le Beccarie, di venticinque botteghe.

Altri negozi di vendita erano sparsi qua e là e stavano sotto la sorveglienza dei capi contrada, i quali dovevano di volta in volta riferire ai Provveditori “alle Biave” gli eventuali abusi, le frodi, gli imbrogli che venivano poi rapportati al Consiglio dei Dieci.

Il Governo metteva ogni mese il suo bravo calmiere contro le manifeste ingordigie dei venditori e qualche volta li chiamava anche in Palazzo, come fece nel 1572, il primo di settembre, che chiamò “li pistori disendo che si obblighino di tenere le pistorie fornite di pane a calmiere et se no, saria provveduto dai Provveditori sopra la Giustizia vecchia“, ai quali spettava giudicare sulle cose attinenti alle vettovaglie e ai bisogni della vita.

Qualcuno, ma il caso era rarissimo, per ingordigia di guadagno, si ribellava; il castigo però era pronto e inesorabile. Così nel 1560 Zuane Parocco, pistor a San Maurizio, per aver venduto il pane a un soldo più del calmiere, ebbe una multa dicento ducati e tre mesi di carcere, così nel 1564 il pistor al “Ponte della Madonna dell’Orto“, tale Iseppo Moretta, per imbroglio sul peso fu condannato alla chiusura della bottega per quattro mesi e a settanta ducati di multa, così due anni dopo, Alvise Mocenigo detto “dal Buso” fece imprigionare Beneto Pisciuttacapo dei paneteri de san Marco perché vendeva con scarsezza pan missià (mescolato) con farina de megio“. (1)

Una stele, situata in prossimità del Sotoportego Falier ai Santi Apostoli, riporta inciso un bando, del 1727, con il quale si proibiva il commercio del pane al di fuori delle botteghe dei pistori, con lo scopo di tutelare i cittadini dal cibo d’incerta provenienza o scarsa qualità. La stele riporta le iscrizioni su entrambi i lati, uno dei quali è rivolto verso il Rio dei Santi Apostoli:

IL SERENISSIMO PRENCIPE
FA SAPER
ET ED’ORDINE DELL’ILLVSTRISSIMO ET ECCELLENTISSIMO SIGNOR
INQVISITOR SOPRA DATII.
CHE ALCVNO COSÌ HVOMO COMME DONNA NON ARDISCA DI FABRICAR
O DI FAR FABRICAR VENDER O FAR VENDER PANE DI FARINA DI FORMENTO
IN QVAL SI SIA LVOGO DELLA CITTÀ COSÌ FORESTO COME CASALINO
NELLE CASE NE IN BARCHE NE PER LE STRADE ALLA PORTA DI GHETO
RIVA DELL’OGLIO SANTI APOSTOLI NE IN ALTRI LVOGHI DELLA CITTÀ
IN PENA DI CORDA PREGGION GALERA E DE DUCATI VINTICINQVE
PER CADAVNO OGNI VOLTA CHE CONTRAFACESSERO LA METTA DE
QVALI SV DE MINISTRI CHE FACESSERO LE RETENTIONI DELLI REI OLTRE
LA METÀ DEL PANE E DVCATI CINQVE DALL ARTE DE PISTORI NE
POSSINO VSCIR DE PREGGIONE LI RETENTI SE NON HAVERANNO VNA
FEDE DAL GASTALDO SVDETTO CHE SU STATA REINTEGRATA L’
ARTE DELLI DVCATI CINQVE ESBORSATI E SE SI TROVASERO TRASGR-
ESORI LI FORNERI CADINO IN PENA DVPLICATA GIÀ DECRETATA.
LI PVTTI DI ETÀ NON OTTIMA POSSINO ESSER RETENTI E POSTI
PER MOZZI SOPRA PUBLICHE NAVI E S’INTENDANO INCORSI E SOT
TOPOSTI A TVTTE LE PENE SOPRADETTE QUELLI CHE LI HAVESSERO
MANDATI A VENDER DETTO PANE.
SE ALCUNO ARDISCE DI TEMERARIAMENTE OSTARE ALLE RETENTIONI
E REI O ALL’ASPORTO DEL PANE S’INTENDI CADUTO E SOCCOMBENTE
ALLE PENE MEDESIME DE DELINQVENTI E POSSINO TANTO GL VNI
QVANTO OGN ALTRO ESSER RETENTI DA OGNI CAPITANIO
CON LI PREMII SOPRADETTI.
POSSINO PVRE ESSER RETENTI LI MAGAZENIERI OSTI E QVEI DELLE
CAMERE LOCANDE CHE TENESSERO PAN FORESTIER O D OGNI ALTRO
LVOGO FVORI DA QVEI PISTORI CHE FVSSERO OBLIGATI A RICEVERLO
SEMPRE SEGNATO E MARCATO GIVSTO ALL OBLIGO DELI STESSI
E NON ESSENDO CON TALI REQVISITI S INTENDI SEMPRE PER CONTRA
BANDO E LI MEDESIMI SOGGIETI ALLE SOPRADETTE PENE.
LI BARCAROLI CHE CONDVCESSERO PANE IN QVESTA CITTÀ E LE
VASSERO PERSONE CHE NE PORTASSERO CADINO NELLA PENA DE
DVCATI VINTICINQVE E D ESSERLI ABBRVCIATA LA BARCA E S
INTENDINO BANDITI PER ANNI DVE DA Q… TRAGHETTO IN
CVI ESERCITASSERO LA LA LIBERTÀ.
SIA L PRESENTE PROCLAMA STAMPATO PVBLICATO ET INCISO
IN MARMO ALLA PORTA DEL GHETTO RIVA DELL’OGLIO SANTI
APOSTOLI SAN MARTIN ET ALTRI LVOGHI PIÙ FREQVENTATI DA
CONTRAFACIENTI ACCIO RESTI PRESTATA L INTIERA OBBEDIENZA
ALLO STESSO NE POSSA ESSER ADOTTO PRETESTO D’IGNORANZA.
PER VENIRE IN LVME DE REI, SI ACCETTERANNO DENONCIE SECRETE
E SI FORMERÀ PROCESSO PER VIA D’INQVISITIONE CONTRO SIMILI CON
TRAFATTORI ONDE SI ESTIRPI VN DISORDINE SÌ PERNITIOSO NON SOLO
ALL INTERESSE DEL PVBLICO CHE A QVELLO DELL’ARTE DE PISTORI.
DAT. LÌ 27 OTTOBRE 1727.
GIO. BATTISTA LIPPOMANO INQUISITOR SOPRA DATII
CANDIDO QUERINI NOD. DELL’INQVISIT.
ADI 31 OTTOBRE 1727 PVBLICATO SOPRA LE SCALE
DI SAN MARCO E DI RIALTO ET ALTRI LOCHI.

Testo dell’iscrizione che si legge sul lato rivolto verso il Rio dei Santi Apostoli:

CAPITOLO CONTENVTO NEL QVI ADIETRO
PROCLAMA DELL’ILL.O ET ECCO SIG.R QVI
SOTTOSCRITTO INQVUISITOR SOPRA DATII
DE DI 27 OTTOBRE.
LI BARCAROLI CHE CONDVCESSERO PANE
IN QVESTA CITTA’ E LEVASSERO PERSONE
CHE NE PORTASSERO CADINO NELLA PENA
DE DVCATI VENTICINQVE OGNI VOLTA CHE CONTRAFFACCERO E D ESSERLI ABBRVCIATA
LA BARCA E S INTENDINO BANDITI PER
DVE ANNI QVEL TRAGHETTO IN CVI
ESERCITASSERO LA LIBERTA’.
GIO. BATTA. LIPPOMAMO
INQVSITOR SOPRA DATII

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 14 novembre 1924

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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