Un rogo di libri eretici del maestro Giordano, ai tempi di Martin Lutero

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Campo San Maurizio. Sestiere di San Marco

Un rogo di libri eretici del maestro Giordano, ai tempi di Martin Lutero

Il 26 agosto 1520 si presentava dinanzi alla Signoria il vicario del patriarca Antonio Contarini con un breve di papa Leone X contro Lutero e le sue opere, chiedendo licenza di poter mandare in casa di tale maestro Giordano (Zordan), libraio a San Maurizio, a sequestrare parecchi libri eretici, “niun ditti libri lezi ne tegna in casa, sub poena excomunicationis“. Il Giordano era un vecchio tedesco da molti anni dimorante a Venezia e di cui si conoscevano le simpatie per le dottrine di frate Martin Lutero, “homo doctissimo qual seguita San Paolo et era contrario al papa molto, il qual è sta per il papa scomunicado“.

La richiesta fu trasmessa dalla Signoria al Consiglio dei Dieci, che voleva riservata a sè solo l’ultima decisione in materia religiosa, e dal Consiglio dopo accurata disamina fu presa la parte di mandare il proprio segretario Tommaso de Freschi insieme al vicario patriarcale ad eseguire il sequestro delle opere messe all’indice. Intanto però saputosi dal Giordano la querela promossa dal patriarcato, parecchi libri erano stati spediti in terraferma, altri venduti a studiosi fra i quali uno a Marin Sanudo che nei suoi Diari confessa: “io ne avia avuta una bella copia et l’ho ora nel mio studio cum li Dialoghi di Erasmo et altri libri proibiti da la santa Chiesa Catholica“. Così quando i messi dei Dieci capitarono in casa di maestro Giodano non trovarono che pochi libri, circa una ventina, e col magro bottino dovettero ritornarsene convinti di essere stati giocati dal vecchio libraio.

Il 3 settembre il patriarca Antonio Contarini ordinava che i libri venissero bruciati sul solito piazzale del ponte di San Domenico, oggi distrutto, e che conduceva alla chiesa e al convento omonimo già sorgenti sull’area degli attuali Giardini. Con grande apparecchio di chierici e di torcetti, dopo aver letto il breve papale, fu dato fuoco alla piccola catasta mentre la campana del “maleficio” suonava a rintocchi dal vicino convento.

Maestro Giordano tuttavia venne chiamato da ser Bartolomeo Zane, capo dei Dieci, che gli fece intendere non facesse mai più “scandali cum libri heretici et de inobediente si procederà contro come parerà“. (1)

(1) Giovanni Malgarotto.  IL GAZZETTINO, 17 ottobre 1923.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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