Giovanni Gioliti e figli, stampatori a Venezia

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Tiziano Vecellio. Ritratto di Gabriele Giolito de' Ferrari (figlio di Giovanni Giolito)

Giovanni Gioliti e figli, stampatori a Venezia

Giovanni Gioliti nel 1536, a cagione delle guerre, partì da Trino Vercellese in provincia di Novara e si trasferì a Venezia, dove almeno si viveva in pace, ed impiantò una tipografia. Dapprima cominciò a stampare con i caratteri di Bernardo Stagnino, ma poi facendo da sè divenne ben presto celebre e fu tra i primi stampatori del Cinquecento che avesse la Repubblica.

L’impresa che Giovanni aveva adottata per le sue stampe era la “Fenice sul rogo“, il leggendario uccello di Arabia, in atto di guardare il sole, con il motto “vivo rinata dalla morte mia” che fu in qualche edizione lievemente modificato o scritto qualche volta in latino: “Vivo morte refecta mea“.

Su questa impresa corre una storia: Giovanni Gioliti aveva al suo giungere a Venezia una figliuola buona, bella, modesta il cui nome era Fenice; morta da qualche anno la moglie gli era unico conforto quella sua creatura. A Venezia la famiglia Gioliti aveva preso alloggio a Santa Maria Mater Domini vicino “il rio detto de la Pergola” dove abitava allora Bartolomeo Cappello, più tardi padre della famosa Bianca, Granduchessa di Toscana nel 1579. La buona Fenice s’innamorò di un nipote del Cappello, tale Marco Cappello, ma il giovane di carattere volubile e leggiero dimenticò ben presto l’amoretto; la fanciulla si ammalò di un male che non perdona: era la malattia della mamma che inesorabile la trasse in breve al sepolcro.

Dopo averla sepolta nella chiesa di Santa Maria Mater Domini messer Giovanni Gioliti ritornò alla sua bottega ed al figlio Gabriele che lo guardava commosso e piangente disse fra i singhiozzi: “Sarà lei sempre la nostra Santa!” e presa una penna disegnò l’impresa sotto la quale dovevano andar celebrate per tutta l’Europa le splendide edizioni Giolitiane.

Nelle edizioni Giolitiane di Venezia e nelle cronache si legge: Joane Giolito (Giovanni Gioliti), Giovanni Giolitti ed in una edizione della Marciana Giovanni Gioli di Trino.

La famiglia Gioliti, diventata famiglia cittadinesca veneta, si estinse nel 1610 e rimase solo il ramo originale di Trino descritto da Giandomenico Irico e del quale forse discese lo statista Giovanni Giolitti. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 3 giugno 1924.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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