Il Ponte Pasqualigo, già Ponte de Noal, a Santa Fosca

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Ponte Pasqualigo sul Rio de Noal. Sestiere di Cannaregio

Il Ponte Pasqualigo, già Ponte de Noal, a Santa Fosca

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, bande in ferro a svolazzi. (1)

Il Ponte Pasqualigo sul Rio de Noal a Santa Fosca si chiamava una volta Ponte de Noal, ma quel Nicolò Pasqualigo, che si volle ricordato, morì nel 1821 come comandante di divisione navale al servizio dell’Austria, né è si gran nome il suo da dover essere preferito nella toponomastica cittadina a tant’altri ben maggiori. Il cambio di denominazione avvenne nel 1870 quando il ponte rinnovato venne aperto al pubblico. (2)

Il ponte era chiamato Ponte de Noal dalla antichissima tamiglia patrizia Anovale o Noale stabilitasi nelle lagune alla fine del secolo ottavo e proveniente dal castello di Noale. La famiglia venuta a Venezia andò a stabilirsi nella contrada di Santa Fosca ed a sue spese fabbricò il ponte “et cussì si chiama con questo nome che fu fatto la prima volta da uno di questa casa Anoval o Noale“.

In una sentenza del Magistrato del Piovego (del pubblico) che decideva in materia di pubblico interesse come acque, strade, ponti, paludi, troviamo nel 1293 che le riparazioni al “ponte Noale dovevano essere fatte dalla famiglia Anovale, che abitava vicino al ponte, secundum antiquam consuetudinem“.

Nel 1379 quando Venezia era minacciata dalle truppe genovesi, che avevano già occupato Chioggia, la famiglia Noal, non solo concorse col denaro alla difesa della città, ma Giovanni e Alvise Noal s’imbarcarono sulle galere che, al comando del doge Andrea Contarini, dovevano uscire ed uscirono per bloccare il nemico d’accordo col Pisani.

Nel testamento del doge Cristoforo Moro in data 1 settembre 1470 il doge lasciava al celebre dottore in medicina “domino Francisco Noale ducati cento oro in segno de caritade et per suo affano“. La famiglia si estinse a Venezia nel 1583.

Il Sanudo rammenta nei suoi Diari, che il 31 gennaio del 1516, precipitò metà del Ponte de Noal mentre passavano due frati francescani del convento di San Giobbe, i quali caddero nel rivo sottoposto senza farsi alcun male. (3)

(1) ConoscereVenezia

(2) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 13 giugno 1923.

(3) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 12 ottobre 1924.

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

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