Le chiavi di volta del Palazzo Muti Baglioni a San Cassian, nel Sestiere di San Polo

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Palazzo Muti Baglioni (a destra) sul Rio de San Cassan. Sestiere di San Polo

Le chiavi di volta del Palazzo Muti Baglioni a San Cassian, nel Sestiere di San Polo

Veniva edificato all’aprirsi del secolo XVII per opera della cittadinesca famiglia Muti, che a tale scopo atterrò alcuni stabili già comperati dai Franceschi dal Leone.

Il Gradenigo nei suoi Casi memorabili Veneziani precisa il 1602 qual anno dell’erezione, e vi concorda lo Stringa, il quale pubblicò le sue aggiunte alla Venetia del Sansovino nel 1604, esprimendosi in tal guisa: Ma tra i più notandi palazzi che siano fra terra deve essere posto quelio dei Muti a San Cassiano, il quale, fabbricato questi ultimi anni, è veramente edificio stupendo e singolare, ma tanto più meraviglioso apparirebbe a tutti se sopra il Canal Grande fosse stato fabbricato.

All’abbassarsi delle fortune dei Muti, questo palazzo in due riprese, cioè nel 1670, e 1679, passò in potere degli Acquisti, che nel 1686 vennero eletti patrizi Veneziani. Ma essi non lo conservarono a lungo poichè già nel 1737 apparteneva ai NN. U.U. Giovanni e fratelli Vezzi. In quest’anno, ai 23 del mese di febbraio, se ne abbruciò una parte, essendosi appiccato fierissimo incendio ad uno stabile vicino, respiciente il Campo di San Cassiano, e posseduto dall’avvocato Angelo Tirabosco, ove abitava un Tolotta, che, fatta sposa la propria figlia Caterina con Giovanni Cabrini, aveva usato poche precauzioni nei festeggiamenti nuziali durati tre sere consecutive con grande concorso.

Pochi anni dopo i Vezzi albergarono in questo loro palazzo Francesco d’Este, duca di Modena, esule dai propri stati. Un Diario Veneto ci racconta che il 4 ottobre 1742 all’ore ventitrè circa giunse in Venezia Francesco d’Este duca di Modena, cacciato dai suoi stati dalla regina Teresa d’Ungheria, e dal duca di Savoia, re di Sardegna, per aver tenute le parti della Spagna. Prima della sua venuta era già capitato in Venezia stessa il principe ereditario suo figlio con la moglie principessa di Massa. Alloggiarono tutti in contrada di S. Cassiano in un palazzo del N.U. Zuane Vezzi, che pochi anni prima erasi abbrugiato, e che appena era terminato di rifabbricarsi quando venne il sud. duca. Condusse seco anche la moglie della casa d’Orleans, ch’era una principessa grassa e grossa straord.te”, e che fu portata al suo appartamento in seggetta. Pagò il duca per detto palagio d.1000 al l’anno d’affitto. Aveva numerosa corte , ma non molto bene vestita; fu collocata per la maggior parte in alcune case adiacenti in detta contrada di S. Cassiano.

Posteriormente il palazzo medesimo divenne proprietà della famiglia Baglioni che, arricchitasi con il commercio librario, era stata fino dal 1716 ammessa a godere gli onori del patriziato.

Sulle facciate del palazzo Muti Baglioni, sono infisse due chiavi di volta, una sull’arco del portale d’ingresso in Calle de Ca’ Muti e una sull’arco di volta del portale d’acqua sul Rio de San Cassan.

(1) Giuseppe Tassini. Alcuni palazzi ed antichi edifici di Venezia. Tipografia Fontana 1879

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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