Fontana di Campo San Giacomo da l’Orio

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Fontana di Campo San Giacomo da l'Orio

Fontana di Campo San Giacomo da l’Orio

Fontana a forma di colonna rotonda in ghisa, simile ad una palina de casada (palo da ormeggio signorile), con la parte superiore che termina con un cappello e una banana (mancante). La fontana è decorata con una testa di leone, dalla bocca del quale, tramite un piccolo ugello, fuoriesce l’acqua a getto continuo.

Campo San Giacomo da l’Orio. Chiesa di San Giacomo da l’Orio. Se in quel sito inopportuno non fosse la casa canonica ed il contiguo orto, la quale casa si appoggia all’angolo della facciata di questa chiesa: e se dall’altro lato non ci fossero le casuccie e le informi fabbrichette, male addossate all’antico campanile ed al muro settentrionale della chiesa; noi vedremmo con piacere sorgere da tutte le parti isolato questo sacro edificio, e conservare le sue antichissime forme, l’originale sua posizione. Rarissima sono a Venezia le chiese isolate, come pei sacri riti dovrebbero essere tutte, se per riprovevole avidità di spazio, non vi si fossero, come edera, sovra esse attaccate altre fabbriche protone, che spesso tolgono all’occhio l’antico originale edificio, e lo deturpano contro ogni buon gusto e decoro. Quale gemma più ancora preziosa non sarebbe il tempio dei Santi Giovanni e Paolo, se fossero atterrata tutte quelle case non degne che ne affogano il lato meridionale, e specialmente il magnifico abside esterno? Quale bella piazza non diverrebbe cotesta, ove la statua equestre del Colleoni campeggiasse sola nel mezzo? Per lo più accanto alle nostre chiese, anzi ad esse addossate, stanno una o più scuole di devozione, le quali invasero appunto l’area libera, che la chiesa vetusta circondava: curiosa appendice, come se la vastità del tempio non fosse dessa sufficiente alle preghiere ed alle pie pratiche dei buoni fedeli. A San Giacomo apostolo, detto il maggiore, è intitolata questa chiesa, la cui origine è di data incerta. In gran parte fu ricostruita nel 1225 a cura dei Badoaro e Da Mula. Al tempo del Sansovino fu internamente e in parte restaurata: ma poi ancora nei tempi posteriori ebbe novelle riforme, che fan vedere un brutto miscuglio d’antico e di goffo recente. Una colonna di verde antico sostenta uno degli archi, veramente preziosa e per l’ampiezza del diametro, e pel capitello di greco lavoro. Anche il pulpito di figura ottagonale è singolare, e presenta l’idea d’un calice. Ma questa colonna, e questo pulpito, e gli altri bel marmi di questa chiesa (e diciamo lo stesso anche delle altre), vedrete sovente rivestiti di serici stracci, o di oscure tele, secondo richiede la lieta o la triste solennità, che quei poveri marmi ricopre. Il volgo grosso si appaga di questi frastagli ornamentali; e quanto più carico di robe è un altare, tanto più a quegli occhi è appariscente. Questa chiesa è ricca delle pitture del Buonconsigli, di Paolo Veronese, di Lorenzo Lotto, del Tizianello, di Palma vecchio e del Varotari. Ma soprattutto attrae l’attenzione del riguardante quella tela di Francesco da Ponte, detto il Bassano, esprimente il Battista che predica alle turbe. Quando il sole un po’ lo irradia, non si saprebbe staccare così presto l’occhio da quell’incantevole dipinto!. (1)

(1) BERNARDO e GAETANO COMBATTI. Nuova planimetria della città di Venezia. (VENEZIA, 1846 Coi tipi di Pietro Naratovich).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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