La casa di Alessandro Vittoria

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Luogo dove sorgeva la casa di Alessandro Vittoria. Calle drio la Pietà. Sestiere di Castello

La casa di Alessandro Vittoria

In fondo alla calle della Pietà, sulla Riva degli Schiavoni, abitava e teneva studio Alessandro Vittoria, il celebre scultore, nato a Trento nel 1524 (o 1525). Difatti egli il 28 febbraio 1569 comperava per mille e dieci ducati “da li governatori de l’Intrade un magazen da malvasia con casa sovraposta, altra casetta et orto in la calle della Pietà, messi a l’incanto per debiti di gravezze (tasse) de la nobildonna Lisabetta Memmo“.

Il Vittoria ricostruì in gran parte la casa, l’arredò con signorile eleganza; stoffe di raso e di damasco, arazzi ricamati, alle pareti quadri del Tiziano, del Veronese, del Palma. l’orto poi era una meraviglia; piante rare e magnifiche e in mezzo ai fiori il busto dello scultore da lui stesso scolpito e che fu purtroppo! nel 1832 venduto al re di Prussia.

Il Vittoria, rimasto vedovo nel 1556 di Paola Venturini di Tiarno in Val di Ledro, aveva dopo qualche anno contratto una relazione amorosa con Lucrezia Dal Mezzo di Santa Ternita, bellissima e formosa figura di donna.

Ella amava ardentemente lo scultore, ma egli con quel suo carattere parsimonioso e assestato, dopo alcuni anni di quella relazione, che non si poteva leggittimare, essendo vivo e vegeto il marito della Lucrezia, pensò di crearsi una famiglia e prese in moglie la veneziana Veronica Lazzarini. Fu un colpo terribile per la Dal Mezzo che sperava sempre in un probabile matrimonio.

Nell’agosto 1576 il Consiglio dei Dieci decretava una grossa taglia, ducati mille, a chi avesse denunziato: “quelli scelerati incogniti che hanno assaltato Alessandro Vittoria che andava a casa sua, et con un arma nuda uno di loro l’ha seguito fino nel suo horto per amazarlo“. Alle grida gli assassini fuggirono, ma certo non potevano esser ladri poiché nulla vi avevano rubato. Alcuni giorni dopo Lucrezia si ritirava nel convento degli Angeli a Murano. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 10 e 11 giugno 1925

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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