La nomina di un pievano a Sant’Aponal

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Campo e Chiesa di Sant'Aponal. Sestiere di San Polo

La nomina di un pievano a Sant’Aponal

Fin dal 1432 la popolazione di tutta la parrocchia aveva il diritto di eleggere il proprio parroco, ma nel Seicento tale diritto si restrinse ai soli proprietari di case. Così quando morì l’undici maggio 1743 “di mal di petto et per una bile presa con una donna impertinente il prete Giuseppe de Giuli pievan di Sant’Aponal“, si presentarono subito per essere eletti i due preti della contrada Antonio Pezzi e Zuan Battista Calabrio.

La parrocchia era abbastanza ricca poiché dava una rendita di ben ottocento ducati annuali, e secondo un’antica consuetudine le case dei Tiepolo, degli Albrizzi, del Cappello regalavano due volte all’anno candele per gli altari e vino per le messe.

Il 13 maggio, sepolto il pievano de Giuli, si raccolsero in chiesa gli elettori in numero di duecentodieci per discutere i due nomi, e cominciarono allora ad apparire per la contrada, a favore o contro i candidati, le scritte e le satire che il popolo leggeva e commentava. Una diceva: “Piccolo, storto, brutto / Xe prete Zuane Pezzi, / Ma è homo che sa tutto“. Un’altra diceva. “Calabrio in certe tane / Fu visto a Carampane“. E una terza più diffusa di tutte: “Volemo prete Pezzi, / Calabrio tien ai bezzi!“.

Il 15 maggio avvenne la votazione: fiori e damaschi, gran folla in campo Sant’Aponal, fischi ed applausi al passaggio degli elettori, secondo che si sapeva parteggiassero per l’uno o per l’altro dei candidati.

Verso il tramonto venne proclamato il nome dell’eletto con 157 voti contro 53: era quello di Antonio Pezzi, “prete savio, dotto et prudente“, e fu allora per tutta la contrada un gran suonar di campane, un lieto frastuono di grida, trombe, tamburi, con sparo di mortaretti.

Le feste a Sant’Aponal durarono tre giorni. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 27 marzo 1926.

 

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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