Le botteghe ai piedi del campanile di San Marco

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Francesco Guardi. Veduta della Piazzetta - Museo Pushkin Mosca

Le botteghe ai piedi del campanile di San Marco

Le piccole botteghe di legno addossate alla base del Campanile di San Marco erano una delle più caratteristiche curiosità della Piazza di San Marco. Esse occupavano tre lati del campanile, mentre nel quarto fin dal 1542 era stata costruita la famosa Loggetta sansoviniana dalla quale, un procuratore di San Marco con alcuni arsenalotti, vegliavano alla custodia e sicurezza del Maggior Consiglio durante le sue adunanze.

Le più antiche erano quelle a tramontana verso la torre dell’Orologio fabbricate “de legname de larese” nel 1400, invece ai lati di mezzogiorno e ponente le botteghe non furono alzate che nel 1536 e 1591 quando vennero demolite le case dei Procuratori e l’antico ospedale Orseolo che stavano a ridosso del campanile.

Le “boteghe al Campaniel“, appartenenti ai Procuratori di San Marco, venivano affittate ai privati per una media di circa venti ducati annuali che andavano ad ingrossare le rendite, già cospicue, della “Ducal Capella“, ma però fra di esse c’era una eccezione la botteguccia dell’angolo verso la Libreria del Sansovino di proprietà di un notaio Beltrame Grigi. Quell’angolo serviva di deposito alle immondizie della piazza, il notaio, con la scusa di togliere l’indecenza, chiese ed ottenne nel 1693 il permesso dai Procuratori di fabbricarsi uno studiolo in quel piccolo vano, venendo così ad esserne il proprietario.

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 15 luglio 1926.

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