Pozzo del Convento dei Cappuccini al Santissimo Redentore

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Pozzo del Convento dei Cappuccini del Santissiomo Redentore. Isola della Giudecca

Pozzo del Convento dei Cappuccini al Santissimo Redentore

Vera: in pietra d’Istria di forma cilindrica con una cornice quadrata con quattro archi ai lati e quattro vele agli angoli. La struttura in ferro serviva per reggere la carrucola. Base: quadrata. Copertura: lastra metallica piana.

Convento dei Cappuccini al Santissimo Redentore. A merito della generosa pietà di Fiorenza Cornaro moglie di Pietro Trevisan, sorella di Giorgio Cornaro e di Caterina regina di Cipro, alcuni Cappuccini si stabilirono con umile chiostro in una delle isole della Giudecca. Si proponevano quei religiosi di ampliare il cenobio, allorché colpita Venezia nel 1575 dalla pestilenza che le rapì nel corso di alcuni mesi 49.721 abitanti, ciò diede occasione al governo di migliorare il soggiorno di quei claustrali.

La Repubblica invocando la divina pietà onde calmare il flagello del morbo, fece voto di erigere sontuoso tempio da dedicarsi al Santissimo Redentore. Propizia la clemenza del Cielo ad accogliere le fervorose preci dei Veneziani, decretò il Senato nel 18 settembre 1576 di soddisfare il religioso suo impegno, al qual uopo diede poi mano all’opera, ponendo nel giorno 3 maggio 1577 la prima pietra del sacro edificio, benedetta dal veneto patriarca Giovanni Trevisano con intervento del doge Luigi Mocenigo, e facendo indi procedere la costruzione di tanta basilica con ogni possibile alacrità, onde poté essere consacrata nel 28 settembre 1592 dal patriarca Lorenzo Priuli. Vi si aggiunse anche un chiostro, e dell’una e dell’altro affidando il governo ai padri Cappuccini, digià raccolti, come si è detto, in quella contrada.

Questo è il rinomatissimo tempio del Redentore, nel quale si ammira la generosità della devota Repubblica, come il genio subline di Andrea Palladio che lo architettò. Le proporzioni, l’euritmia esterna ed interna costituiscono questo celebre monumento il capolavoro di simil genere di quell’insigne maestro. Scelte pitture ne decorano gli altari, e la sacrestia; primeggiano in questa due preziosissime produzioni del pennello di Giovanni Bellino. (1)

(1) Antonio Quadri. Descrizione topografica di Venezia e delle adiacenti lagune. (Venezia, 1844)

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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