Il sigillo sepolcrale di Sant’Ermolao, nel sottoportico della Chiesa di San Simeon Grando

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Sotopotego de la Chiesa a San Simeon Grando. Sestiere di Santa Croce

Il sigillo sepolcrale di Sant’Ermolao, nel sottoportico della Chiesa di San Simeon Grando

Sotto il portico laterale della chiesa di San Simeone Profeta esiste, innestata al muro, una specie di edicola di marmo, conformata a somiglianza di un suggello sepolcrale, ove, fra due piccole colonne scannellate, e fra due angeli con incensieri nella mano destra, che allontanano una cortina colla sinistra, campeggia una figura vestita dei sacerdotali indumenti, e con le braccia aperte in atto di pregare.

Il volgo la crede l’immagine di San Simeone profeta, ma essa invece è quella di Sant’Ermolao. le ossa del quale furono portate a Venezia, e depositate nella chiesa di San Simeone Profeta nel 1205. Quest’immagine venne costruita nel 1382 coi beni della confraternita, che ben presto si raccolse in onore di Sant’Ermolao, e da principio stava sotto il portico della chiesa che guardava il campo, portico ora distrutto. (1)

La posizione orante del santo, con le mani alzate e le palme rivolte verso chi guarda, ha dato origine al modo di dire tutto veneziano “San Simeon no me n’impasso, fa ti che mi so un casso“.

(1) G.Nissati (Giuseppe Tassini). Aneddoti Storici Veneziani. 1897

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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