Il carnevale disgraziato del 1500

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Ponte dei Bareteri - Sestiere di San Marco

Il carnevale disgraziato del 1500

Fu quello del 1500. Nel mese di gennaio cadde una pioggia continua e le strade di Venezia tutte coperte di fango, poco lastricate, erano addirittura impraticabili. Ai primi di febbraio cominciò un po’ di sole e si vide allora qualche maschera percorrere la città, ma la triste sorte del disgraziato carnevale cominciava appena, poiché al mattino del 10 febbraio si sparsero delle ben brutte notizie.

Durante la notte al Ponte della Pagia alcune maschere avevano ammazzato messer Stefano Barozzi, di sier Piero, altre maschere, entrate di sorpresa, in casa di tale Marietta a San Polo, fantesca dei Tiepolo, ne avevano violato la figlia, ed un morto mascherato era stato rinvenuto vicino al Ponte dei Bareteri in Merceria. Sembrava che in quella notte sciagurata si fosse scatenata per la città la furia del delitto e tutti ne parlavano inorriditi, ché il caso era un po’ strano nella quieta Dominante.

Appena conosciute le pessime notizie Missier Grande ne informò il Cancelliere dei Dieci e dopo pranzo, di quel giorno stesso, ci fu Consiglio, dove si discusse a lungo sui delitti della notte e fu subito emesso un decreto che per tutta la durata de quel carnevale non si dovesse mascherare niun in questa terra, né le licentie valgono, sotto pena de perder li habiti, lire 25 di multa et prexon orba per mesi sie. Il decreto fu pubblicato il mattino seguente tanto a Rialto quanto a San Marco e furono subito tolti dalle vetrine gli abiti da maschera e messi nei cassetti i volti con grande tristezza dei putti. Missier Grande ed i cai dei Dieci si misero alla ricerca dei rei.

Una grande tristezza regnava sulla città: due feste furono date, ma per maritaggio, una in casa Foscari per il matrimonio di messer Zuane con la figlia di Filippo Cappello; l’altra in palazzo Pesaro dove il giovane Andrea si univa a Caterina Priuli di sier Piero, ma furono soltanto feste di famiglia senza il brio e la vivacità delle solite feste veneziane. Il Giovedì grasso fu fatta la consueta cazza del toro in Piazza San Marco, ed il Sanuto, nei suoi Diari, racconta che la festa fu molto bruta per non esser mascare per l’edito dil conscio dei Diese.

E i delitti di quella notte?

Missier Grande, ed i cai (capi) dei dieci si misero subito alla ricerca dei rei. In breve Missier Grande aveva scoperto gli assassini del Barozzi, Agostin Busetti e Jacopo Molani, che furono impicadi nel mezo le do colone de la piazzetta; ed anche i violatori della figlia della Marieta che furono banditi. Il solo morto del Ponte dei Barateri non si seppe mai chi fosse, né chi fossero i suoi uccisori. E quel povero carnevale ebbe alla fine il suo termine, ed il Sanuto lo seppellisce senza rimpianti con una semplice fra sé: Ozi (oggi) fo marti ultimo zorno di carneval; nulla fu. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 6 dicembre 1923.

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Ponte de la Pagia, Ponte dei Bareteri, Ponte dei Bareteri, Ponte de la Pagia, Ponte de la Pagia, Tabernacolo con rilievo della “Madonna dei Gondolieri” al Ponte de la Pagia, Ponte dei Bareteri, Tabernacolo con rilievo al Ponte dei Bareteri, Ponte de la Pagia, Ponte dei Bareteri.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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