Le gelate memorabili della laguna

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Sotoportego del Tragheto - Sestiere di Cannaregio

Le gelate memorabili della laguna

Numerose furono le gelate della laguna, e diversi i cronisti che ne diedero testimonianza. Il Gallicciolli nelle sue Memorie Venete Antiche Profane ed Ecclesiastiche ne elenca 25 nei mille anni di storia della Serenissima, dal 568 al 1794, le più memorabili furono quelle del 1486, 1548, 1788 e del 1794.

La gelata dell’anno 1486

Venne una grandissima neve, la qual comenzò la notte de Nadal, e nevegò per un mese continuo, de sorte che in Terra Ferma tutte le vide moritte, e fu tanto freddo e giazza, che vegnivano li homeni a cavallo da Marghera fina in Canaregio, el Podestà de Mestre venne in caretta fino a S. Segondo sovra la giazza, e giera la via fangosa, da Canaregio infin a Marghera come sul Teragio, attorno de Venezia non se vedeva se non neve sovra la giazza; el canal che va da S. Marco alla Zuecca era tutto aggiazado, talmenteche sandava sopra la giazza fin alla Zuecca senza pericolo alcuno; se aggiaziò tutto el Canal grando in Venezia, le barche se tiravano con l’alzana da un lai all’altro. L’anno seguente fu poi grande abondanzia di biave, che el fermento valeva in Venezia L. 6 circa al staro“. Cronaca antica (1)

La gelata dell’anno 1548

Pel gelo principiato 21 Gennaro, le barche dei tragitti tiravansi con corde, e si andava a piedi dalle Zattere alla Zuecca. Cristoforo Zaccaria. Si trovò al Lido un naviglio con 6 persone gelate: non vi si poteva dar ajuto per il ghiaccio, due valenti Greci vi si azzardarono: condussero quelli in terra ad uno ad uno mezzi morti. Ebbero in dono due ducati per testa. Il freddo durò poco. Nel mese d’Aprile precedente nel giorno di Pasqua fu una gran neve“. Cronaca Savina (1)

La gelata dell’anno 1788

Da molti e molti anni Venezia non aveva provato in freddo così intenso e duraturo come quello del 1788; il solito scirocco in quell’anno compariva per qualche ora, ma scompariva subito scacciato lontano della tramontana. La laguna era tutta gelata, così molti canali; il Canal Grande cominciava a gelarsi alle sponde e nel mezzo l’acqua scorreva lenta e pigra come fosse ingorgata. La campana di San Marco, che suonava a raccolta per l’adunanza del Maggior Consiglio, da qualche giorno taceva: i patrizi stavano tappati nelle loro case. Racconta Sivos nella sua cronaca “che con la neve le case erano tutte incrostate di ghiaccio come specchi, et morse molta gente et non poteano venir a Venezia li burchi di Polesine con fassi et fassine, né da mar per li grandi venti“. Il popolo però non perdeva la sua solita giocondità, anzi era fatto più lieto dal provvedimento del Governo il quale, aveva tolto qualsiasi balzello sui commestibili che venivano dalla terraferma trasportati sul ghiaccio. E Gioachin Burani, compare di Carlo Goldoni, così cantava di quella grande gelata nel suo Giornale Solario:

Del mille settecento ottanta otto
Xe sta un fredo ecessivo e cus grando
Che principià in Decembre ai vintiotto
Per la laguna i andava caminando,
Chi pan, chi vin, che cesto, che fagotto,
Chi portava vedei de contrabando;
Sul giazzo via da Mestre i se partiva
E in Canaregio i descargava a riva.

Questi coi giera in terra desmontai
Pren le fondamente un gran marcà;
Chi vendeva luganeghe e salumi
E chi carne de porco in quantità;
Se sentiva un sussuro, un tananai,
Se volè pan da Mestre vegni qua;
In poco tempo co chiasso e alegria
Tutta quella gran roba i dava via.
(2)

La gelata dell’anno 1794

L’inverno di quest’anno merita che di esso facciasi memoria. Fino ai 13 Dec. la stagione fu assai mansueta: seguì poi molestissimo freddo con giornate serene, ma spesso ventose. La notte del Natale spirò gagliardissimo scirocco, che produsse pioggia e incremento d’acqua. Le nevi, i venti e il freddo oltre ogni creder molesto continuarono fino alli due ultimi giorni del Carnovale, che furono serenissimi: ma la notte precedente al primo giorno di Quadragesima, e tutto il giorno soffiò d’improviso vento così furioso, che perirono parecchi legni, e molti si annegarono; anzi dicevasì che nelle acque di Messina erano periti 1S Vascelli. Seguitò il freddo e gelo, e le nevi e i mali tempi fino verso il terminar del Febbraro, poi furonvi alcuni giorni di pioggia. Nella memoria degli uomini non fuvvi inverno ne così molesto, nè così lungo, che accagionò la morte di molti d’ogni età, e d’ogni condizion di persone“. (1)

La gelata dell’anno 1864

Seguirono altre due gelate memorabili della laguna, una nel 1864 e l’altra nel 1929. Quella del 1864 è ricordata da un’iscrizione, incisa probabilmente da un ignoto gondoliere, in una colonna del Sotoportego del Tragheto (la seconda dal ponte), traghetto che andava a Murano. Questo il testo dell’iscrizione:

ETERNA
MEMORIA DELL’ANNO
1864 DEL
GIACCIO
VEDUTO IN
VENEZIA
CHE SE STA
SU LE FUNDA
MENTE NOVE
A SAN CRISTOFO
RO ANDAVA LA
GENTE PRUSI
SION CHE FOR
MAVA UN LISTON

(1) Giambattista Callicciolli. MEMORIE VENETE ANTICHE PROFANE ED ECCLESUSTICHE (Venezia, 1795)

(2) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 18 maggio 1926.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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