Il primo teatro in muratura di Venezia, a San Cassiano nel Sestiere di San Polo

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1581
Corte del Teatro Vechio a San Cassan - Sestiere di San Polo

Il primo teatro in muratura di Venezia, a San Cassiano nel Sestiere di San Polo

Il primo teatro in muratura fu costruito a Venezia intorno al 1570 a San Cassiano, poco lungi dalla odierna Calle del Campanile ed era di forma ellittica con due ordini di palchetti e di logge e serviva più specialmente per le rappresentazioni di commedie. Questo primo teatro non è da confondersi con l’altro teatro costruito nella stessa contrada verso Santa Maria Mater Domini, tra il Ponte de le Tette e quello de l’Agnella, nella corte oggi chiamata del Teatro Novo. Prima della costruzione in pietra del teatro di San Cassan, spettacoli teatrali si davano sopra mobili palchi nelle sale e nelle corti dei palazzi e nei parlatori dei conventi. E’ rimasto famoso nelle cronache del carnevale del 1542 uno spettacolo dato dalla Compagnia della Calza in Cannaregio; il palco, le scene, le decorazioni e le logge erano state costruite da Giorgio Vasari, venuto apposta da Firenze, in legno, stucchi, dipinti ed ori; la commedia che si dava era la Talanta di messer Pietro l’Aretino, e tanta fu la magnificenza della festa, che tutta Venezia ne parlava come di una cosa mai vista per lusso, splendore ed ammirevole bellezza.

Il teatro San Cassan, che si apriva soltanto nel carnevale fu ben presto frequentato, non solo dal popolo, ma anche da molti nobili, che avevano il loro palchetto e che tra un atto e l’altro delle commedie, cenavano senza tante cerimonie al lume di un mocoleto e gettavano in platea le ossa dei polli, le teste del pesce e i torsi di frutta. Il brutto vezzo durò molti e molti anni e si diffuse anche negli altri teatri, tanto che in quello di San Samuele nel 1734 fu bastonato ben bene un Paolo Labia che, dei suoi rifiuti mangerecci, aveva fatto bersaglio le grosse mammelle di una Pierina Contarini che stava in veste scollata nel palchetto di sotto.

Costruito, come si è detto, nel 1637 il Teatro Nuovo, quello vecchio fu trascurato come tutte le cose vecchie, anche il dramma musicale ed il ballo, ed i balli erano splenditi per la bellezza degli scenari e per le attrattive delle ballerine. Fra queste, narra lo Zilli nelle sue Memorie, c’era una Stella Cellini, bella e valente danzatrice, che rifiutando le proposte amorose di tale Tomaso Sandi, fu denunciata dallo stesso al Tribunale della Bestemmia per vita scandalosa abituale perfino con turchi e con ebrei. Condannata allo sfratto, la Cellini presentò ricorso al Consiglio dei Dieci, e dichiarata, con giuramento, da due medici, intatta la sua verginità, fu pienamente assolta, e ritornò a danzare fra gli applausi del popolo, che da quel giorno cominciò scherzando, a giurare per la vergine Cellini. (1)

(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 27 luglio 1923.

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Corte del Teatro Vechio, Ramo 2° del Teatro, Sotoportego del Teatro Vechio, Corte del Teatro Vechio, Ramo 2° del Teatro, Ramo 2° del Teatro, Calle del Teatro Vechio altorilievo del XIV sec., Ramo 1° del Teatro, Corte del Teatro.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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