Traghetto di Riva del Carbon sul Canal Grande, va alla Riva del Vin a San Silvestro

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Riva del Carbon - San Marco

Traghetto di Riva del Carbon sul Canal Grande, va alla Riva del Vin a San Silvestro

Traghetto soppresso. Il traghetto collegava la Riva del Carbon con la Riva del Vin a San Silvestro. Era un traghetto importante, con ventidue libertà e undici barche in servizio notturno. (1)

Sulla Riva del Carbon tuttora si faceva il commercio di questo combustibile. Esiste una legge del Magistrato alle Acque 5 aprile 1537 con cui si comandava che le zattere cariche di carbone “non possino fermarsi dinnanzi le bocche de Rivi, e due solamente per tessera passino trattenersi per vender alla Riva del Carbon”. Sul margine della medesima vi erano anche alcune botteghe di legname, ove si vendeva carbone, due delle quali appartenevano ai Bembo, ed una ai Donà.

I Carbonai si unirono in corpo nel 1476, ed avevano scuola di devozione nella prossima chiesa di San Salvatore, sotto il patrocinio di San Lorenzo. Essi andavano esenti dalla milizia perchè scaricavano senza mercede il carbone occorrente all’Arsenale ed alla Zecca. Erano poi 25, né tal numero poteva variarsi, perchè la Repubblica aveva venduto le corbe, cioè il diritto di portare in esse il carbone, e chi era proprietario di una di tali azioni poteva tanto da sé esercitare questo mestiere, quanto farlo esercitare da altri.

Si legge nelle Raspe dell’Avogaria de Comun, che l’8 settembre 1477 passando Daniele Soranzo q. Francesco, ed un certo Giacomo da Crema, circa le ore 24, per la Calle del Carbon, vennero invitati a salire in casa da una meretrice cognominata Maria Scorzupi. Fermatisi a cena con essa, mangiarono “unam coradellam castrati ad suffritum, et unum fegatum unius leporis quem tanc praedictus Daniel interfecerat”. Ritornati poi alle loro case, ambedue si sentirono male, e il Soranzo la mattina seguente mori, ed anche il compagno versò in grave pericolo di vita, recendo “nescio quid ad similitudinem verderame”. La Scorzupi perciò venne posta in prigione e torturata, ma, nulla confessando, e d’altra parte non trovandosi in lei gravità d’intenzione, fu assolta con sentenza 10 novembre dell’anno medesimo.  (2)

(1) Guglielmo Zanelli. Traghetti Veneziani: la gondola al servizio della città. (CICERO Editore).

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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