Campazzo San Sebastian, Corte de le Colonete e Calle Nova, sul Rielo de San Sebastiano

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Campazzo San Sebastiano, sul Rielo San Sebastiano - Dorsoduro

Campazzo San Sebastian, Corte de le Colonete e Calle Nova, sul Rielo de San Sebastiano

Il Rielo de San Sebastiano venne interrato nel 1777, per la parte che oggi corrisponde alla Calle Nova, Corte de le Colonete e una parte del Campazzo San Sebastino, mentre la parte rimanente, sul Campazzo San Sebastiano, venne interrata tra il 1821 e il 1835. Il Rielo de San Sebastiano partiva dal Rio de San Sebastiano, attraversava tutto il Campazzo de San Sebastiano, all’altezza della Corte de le Colonete girava con una curva ad angolo e si immetteva nel Canale de la Giudecca. Era attraversato da un ponte in pietra e da passerelle in legno. (1)

SAN SEBASTIANO (Ponte, Rio, Campazzo). Fra’ Angelo di Corsica, ascritto alla Congregazione di San Girolamo, fondata dal beato Pietro Gambacurta da Pisa, venne poco dopo il 1393 con alquanti suoi compagni da Rimini a Venezia, e fabbricò nel sito di cui ora si favella un ospizio. Nel 1396 vi sorse accanto un oratorio sotto il titolo di Santa Maria piena di grazia e di giustizia, a merito specialmente di fra’ Giovanni da Ravenna, e del sacerdote Leonardo Pisani, nobile Veneto. Nel 1455 l’oratorio si trasformò in una chiesa più ampia, dedicata al martire San Sebastiano, la quale ebbe il suo compimento nel 1468. Nel 1470 i padri istituirono anche una scuola sotto l’invocazione del medesimo santo. La chiesa attuale però non s’incominciò che nel 1506 con disegno dello Scarpagnino, e venne terminata nel 1548, e consacrata nel 1562 da G. Francesco dei Rossi, vescovo di Aura, od Auria, in Tracia. Nei primi anni del secolo presente si concentrarono nel convento di San Sebastiano i padri della Vittoria di Verona, e la chiesa si ufficiò da regolari fino al 1810, in cui, soppressa del tutto la Congregazione, divenne succursale dei Santi Gervasio e Protasio.

Corre tradizione che nel convento di San Sebastiano, attualmente quasi del tutto demolito, sia vissuto per alcun tempo prigione Paolo Caliari, detto il Veronese, chi narra per aver offeso un potente, chi per aver ucciso un insultatore, chi per altra cagione. La storia però non offre alcun documento in proposito. Sappiamo soltanto che il Veronese decorò copiosamente col proprio pennello la chiesa di San Sebastiano, o che, venuto a morto, in essa ebbe la tomba.

Racconta il Codice LXXX, Classe XI della Marciana: 1615 feb. S. Piero Vitturi, q. s. Z. Batta, fu di notte a S. Bastiano, mentre se ne andava a casa, con un’archibugiata ucciso, et fu detto esser stato un suo prete di casa. Il medesimo fatto è raccontato dal codice CCCCLXXXI, Classe VII, colle seguenti varianti: 1614. Piero Vetturi, q. Z. Batta, amazzato di notte a S. Bastian con sospetto che fosse partecipe Cat.a Marcello sua moglie. (2)

(1) Cfr. La Pianta di Venezia di p. Vincenzo Maria Coronelli (1697) e la Pianta della città di Venezia di Ludovico Ughi (1729)

(2) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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