Rio Terà San Leonardo, sul Rio de San Leonardo

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Rio Terà San Leonardo, sul Rio dei San Leonardo - Cannaregio

Rio Terà San Leonardo, sul Rio de San Leonardo

Il Rio Terà San Leonardo venne realizzato nel 1818 mediante l’interramento del rio omonimo. Il Rio de San Leonardo partiva dal Canale di Cannaregio, all’altezza del Ponte de le Guglie, e confluiva, dopo un percorso quasi rettilineo da ovest a est, sul Rio dei Do Ponti, all’altezza degli attuali Rio Terà del Cristo e Rio Terà Farsetti. Aveva due fondamente che correvano parallele per tutta la sua lunghezza, e che terminavano sul Rio dei Do Ponti attraversandolo con due ponti in pietra. Un altro ponte di pietra esisteva tra le due fondamente all’altezza della chiesa di San Leonardo. (1)

SAN LEONARDO (Campo). La ex chiesa parrocchiale di San Leonardo venne fabbricata nel 1025 dalla famiglia Crituazio, e consacrata nel 1343 per le mani dei due prelati Marco Morello Carmelitano, vescovo Domoceno, e Francesco, vescovo Urense. Era visitata ogni anno nel giorno di San Leonardo dalla Scuola della Carità, che in essa aveva avuto origine. Fu chiusa nei primordi del secolo presente.

Narrano le cronache che il campanile di questa chiesa precipitò improvvisamente il 24 agosto 1595, fracassando dodici case con parte della chiesa, e recando la morte a dieci persone.

Avendo Biagio Catena, pievano di San Leonardo, e pubblico notaio, di concerto con gli altri notai Maffeo da Fano, e Giovanni Loredan, primicerio di San Marco, testificato con giuramento che Clario Contarini, sodomita, era chierico, per sottrarlo al potere secolare, fu, come spergiuro, privato della dignità parrocchiale dal vescovo Castellano, e poi, per sentenza 15 settembre 1407, dal Consiglio dei X condannato a perpetuo esilio. Ad onta di ciò, egli ottenne dalla corte Romana il titolo di arcivescovo di Trebisonda, e ritornato nel 1419 a Venezia da Ferrara, ove abitava, ebbe la compiacenza che un secretano del medesimo Consiglio dei X gli venisse a partecipare d’ordine pubblico, che gli si concedeva un salvacondotto per potersi trattenere liberamente in Venezia. (2)

(1) Cfr. La Pianta di Venezia di p. Vincenzo Maria Coronelli (1697) e la Pianta della città di Venezia di Ludovico Ughi (1729)

(2) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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