Ponte de le Guglie, sul Canal de Cannaregio

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Ponte de le Guglie, sul Canal de Cannaregio - Cannaregio

Ponte de le Guglie, sul Canal de Cannaregio. Salizada San Geremia – Rio Terà San Leonardo

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in pietra d’Istria a colonnine. Sui due fianchi del ponte, lo stemma della famiglia Da Ponte, un leone marciano scalpellato, e dieci mascheroni, inoltre il ponte è abbellito con le caratteristiche guglie. Sulle basi delle guglie sono incise le seguenti scritte: “MDLXXX / DOMINICO PISANI / PETRO CONTARENO / FRANCISCO ROTA 3 / PROUISORIBVS / COMVNIS / RESTAURATVM / ANNO / MDCCLXXVII”, “MDLXXX”, “MARCHVS BRISIENSIS / .NGENIARVS OFII / PROVISORI / COMVNIS”, “QVEM LJGNEA STRV / CTVRA MARCVS IVSTI / NIANVS COMM. VENET / PROVISOR ELEGANTI / FORMA COSTRVEN / DVM SVRAVERATUNNO / MDXLV / FRANCSCVS EIVS FILVS / CVM IN EODEM MUMER / LA.DEVM / REFIGI / ENDVM MANDAVIT ANN / XM INCARNM DLXXX / MENSEM M”.

CANNAREGIO (Sestiere, Fondamenta, Ponte, Canale, Chiovere di). Vogliono alcuni che Cannaregio sia corruzione di Canal Regio, titolo attribuito, per la sua ampiezza, a quel braccio di canale che. partendosi da San Geremia, sbocca per San Giobbe in laguna. Ma, bene riguardando, si vede che meglio tal titolo si addirebbe al prossimo Canal Grande, oppure al Canal della Giudecca. Altri con più ragione sostengono che questo luogo venisse anticamente chiamato Cannarecium, e quindi Cannaregio dalle molte canne chi vi allignavano. Infatti, una cronaca, citata dal Gallicciolli, che arriva al 1410, dice: Cannaregio, imperciocché era channedo e paludo con channelle. Anzi, secondo alcuni, i Malipiero, venuti da Aitino, qui si stanziarono per fabbricare navigli, e furono i primi ad usare di queste canne per spalmarli. Né vale l’opporre che le canne poco allignino nell’acque salse, poiché, come nota il Filiasi (Memorie Storiche dei Veneti Primi e Secondi), quelle della nostra laguna erano salmastre per i molti fiumi che vi sboccavano, ed appunto per il canale di Cannaregio si vuole che nelle ore di bassa marea corressero il fiumicello Osellino o Marzenego.

Il circondario di cui parliamo si denominava pure nei primi tempi Paluello, e contava allora pochissimi fabbricati.

Il Ponte di Cannaregio fu fatto per la prima volta in legno nel 1285, leggendosi in un antico cronista che il doge Giovanni Dandolo, l’anno suddetto, fece fabbricare il ponte di Cannaregio dalla banda di San Geremia dove avanti se passava con una zattara. Dall’iscrizioni poi poste sul medesimo si ricava che sorse in pietra soltanto nel 1580, e che venne restaurato negli anni 1641 e 1777. Si chiama anche Ponte delle Guglie dalle quattro aguglie onde è fregiato.

Presso il Ponte di Cannaregio, sulla Fondamenta verso il Ghetto, si scorge un palazzotto archiacuto con sopra un’arma gentilizia e la seguente iscrizione :

Exiqui Durate Lares Virtute Parati
Et Meus Et Sedae Posteritatis Honor.
Valerius Superchios P.

L’arma e l’edificio appartenevano appunto a Valerio Soperchio, celebre medico, poeta, ed oratore, venuto nel 1480 da Pesaro ad abitare Venezia, ove morì nel 1540, e fu sepolto ai Servi con iscrizione dettata dal Bembo suo compare.

Ricorda il Gallicciolli che nel 1680, scavandosi il Canale di Cannaregio, si ritrovò un tubo il quale menava acqua dolce, e lo crede lavoro dei tempi Romani. Ma il Oradenigo, nei suoi Casi Memorabili Veneziani, dice all’incontro che per mezzo di questo tubo si soleva introdurre l’acqua in una fontana del celebre giardino appartenente al medico Maffei in Cannaregio. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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