Ponte San Lorenzo, sul Rio de San Lorenzo

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Ponte San Lorenzo, sul Rio de San Lorenzo - Castello

Ponte San Lorenzo, sul Rio de San Lorenzo. Fondamenta San Lorenzo – Campo San Lorenzo

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in pietra. Su un fianco del ponte, al centro dell’arco, due stemmi in pietra di Provveditori di Comun. Restaurato nell’anno 1992 e nell’anno 2001

SAN LORENZO (Fondamenta, Ponte, Rio, Campo, Fondamenta, Ramo della Fondamenta). La chiesa di San Lorenzo fu eretta dalla famiglia Partecipazio, e fino dall’853 Romana della
medesima famiglia vi fondava accanto un monastero di monache Benedettine, al quale poi si aggiunsero alcune abitazioni per i monaci che dirigevano le suore, secondo il costume dei tempi. Distrutta la chiesa e il duplice monastero nel terribile incendio del 1105, si diede tosto mano a rifabbricarli, e si restaurarono sul finire del secolo XV, e sul principio del XVI. La chiesa si cominciò a ridurre nell’attuale forma l’anno 1592 sul disegno di Simeone Sorella, ed ebbe compimento nel 1602. Nel 1810 fu soppressa col monastero, e nel 1817 si riaprì, avendosi ridotto il monastero a Casa d’Industria. In questa occasione si distrusse la contigua cappella di San Sebastiano. Da alcuni anni la chiesa di San Lorenzo è ufficiata dai pp. Domenicani, che in prossimità vi edificarono un ospizio per il loro ordine.

Nell’antico angiporto della chiesa di San Lorenzo fu sepolto il celebre viaggiatore Marco Polo, che, con testamento 10 gennajo 1323 M. V. in atti Giovanni Giustinian pievano di San Procolo, beneficò questo monastero ove (come si espresse) meam eligo sepulturam.

Abbiamo altrove accennato alla corruttela quasi generale che regnava anticamente fra le nostre claustrali. Si può dire però che quelle di San Lorenzo ambissero in tale agone la palma. Il 16 giugno 1360 troviamo condannato ad un anno di carcere e cento lire di multa Marco Boccaso, Zanin Baseggio, e Giuseppe di Marcadello per aver fornicato, il primo con una Ruzzini, il secondo con Beriola Contarini, ed il terzo con Orsola Acotanto, monache professe in quel monastero. Poco dopo, cioè il 22 luglio 1360, vennero pubblicamente frustate Margarita revendigola, Bertuccia vedova di Paolo di Ancona, Maddalena da Bologna, Margarita da Padova, e Lucia schiava per aver portato, in modum ruffianarum, lettere ed ambasciate amorose a quelle monache. In progresso di tempo, per sentenza 25 marzo 1385, si inflissero due anni e tre mesi di carcere con duecento lire di multa a maestro Nicolò Giustinian, medico, perché, amoreggiando suor Fiordelise Gradenigo, entrò più volte con chiavi false nel monastero di San Lorenzo, e si congiunse con la sua diletta, dalla quale ebbe un figlio. Finalmente il 21 giugno 1385 dovette sottostare a tre anni di carcere Marco Gritti, che per fini disonesti era entrato nel monastero medesimo. Anche nel secolo XVII l’abbigliamento delle monache di San Lorenzo spirava tutto mondana vanità. Ce lo prova il Viaggio per l’alta Italia del Sereniss. Principe di Toscana, poi Granduca Cosimo III, descritto da Filippo Pizzichi. Costui, parlando del monastero di San Lorenzo, da lui visitato col principe nel 1664, così va esprimendosi: È questo il più ricco monastero di Venezia, e vi sono sopra 100 madri, tutte gentildonne. Vestono legiadrissimamente con abito bianco come alla francese, il busto di bisso a piegatine, e le professe trina nera larga tre dita sulle costure di esso; un velo piccolo cinge loro la fronte, sotto il quale escono li cappelli arricciati, e lindamente accomodati; seno mezzo scoperto, e tutto insieme abito più da ninfe che da monache.

In parrocchia di San Lorenzo sorgeva il palazzo del doge Pietro Ziani, ove egli, secondo il codice XXXIII, Classe VII della Marciana, si ritirò nel 1229 dopo avere abdicato, ed ove, scorsi 17 giorni, venne a morte.

Attraversando una fiata la confraternita di San Giovanni Evangelista in processione il Ponte di San Lorenzo, come ogni anno faceva per visitare quella chiesa, cadde nel rivo sottoposto il reliquiario della Santissima Croce, assai pesante per oro, e, come raccontano, rimase miracolosamente a fior d’acqua. Avendosi gettato molti confratelli nel canale per recuperarlo, esso si ritirò dalle mani di tutti, e soltanto il Guardian Grande Andrea Vendramin poté riportarlo alla riva. Abbiamo fatto cenno di questo miracolo, che si vorrebbe successo fra gli anni 1370 e 1382, per la sola causa che esso venne rappresentato da Gentile Bellini in un quadro, il quale attualmente si trova nella Accademia delle Belle Arti, ed, oltre l’importanza pittorica, è considerevole per contenere i ritratti della regina di Cipro Catterina Corner, e della sua corte, nonché quelli del pittore, e di tutta la famiglia Bellini, messa a ginocchio nel lato opposto a quello occupato dalla Corner.

Incominciandosi a rifabbricare nel 1592 la chiesa di San Lorenzo, vi si rinvennero due anfore piene di monete antiche d’oro, sepolte, come si crede, nel 1172 dall’abbadessa Angela Michiel al momento dell’uccisione del doge Vitale II suo fratello.

Sulla Fondamenta di S. Lorenzo restò morto nel 1004 da una archibugiata, per ordine del fratello Pietro Paulo, il N. U. Giacomo Battaggia, mmentre ritornava dal ridutto de S. Maria Formosa. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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