Ponte Zaguri o Corner Zaguri, sul Rio de San Maurizio

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Ponte Zaguri o Corner Zaguri, sul Rio de San Maurizio - San Marco

Ponte Zaguri o Corner Zaguri, sul Rio de San Maurizio. Fondamenta Corner Zaguri – Campiello de la Feltrina

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in ferro a greche. Restaurato nell’anno 1996.

CORNER ZAGURI (Ponte e Fondamenta) a San Maurizio. Ebbero il nome dal palazzo Corner, detto per la sua magnificenza la Cà Granda, il quale è al termine della Fondamenta, e dal palazzo Zaguri che è più prossimo al Ponte. Venne il primo fondato da un Bartolammeo Malombra, ricchissimo cittadino Veneziano, che viveva nel 1450, e che perciò era detto il Malombra da la bella casa. Poi fu comperato per 22 mila ducati da Giorgio Corner fratello della regina di Cipro. Ma il 16 agosto 1532, mentre ne erano proprietari i figliuoli di esso Giorgio, soggiacque a grave incendio, appiccatosi ad alcune casse di zucchero, presso cui, ad effetto di asciugarlo, si teneva nottetempo del carbone acceso. Marin Sanato, testimonio di veduta, lasciò scritto nei suoi Diari che allora restò in piedi solum la riva con le colonne. L’anno medesimo il suddetto palazzo venne rifabbricato sul disegno del Sansovino. Altro incendio patì nel 1817, dopo il quale ebbe novelli restauri.

Il secondo palazzo, di stile archiacuto del secolo XIV, ha sulla facciata, e più visibilmente sul pozzo della corte interna, un’arma gentilizia che reca nella parte superiore la lettera P, e nell’inferiore tre bande. Questa era una delle due armi della patrizia famiglia Piero, estintasi nel 1401, che, per quanto assicura di aver letto in una cronaca il Fontana (Venezia Monumentale e Pittoresca), era da San Maurizio. Senonché il Codice XXXIII, Classe VII della Marciana, attribuisce l’arma medesima ai Pasqualini, mercanti di panni, ed antichi cittadini Veneziani, i quali pure, dice un’altra cronaca, fecero molte fab. massime in contrà de S. Mauritio. Non si sa adunque con precisione quale delle due famiglie abbia fondato il palazzo. Comunque siasi, esso in tempi meno lontani passò in proprietà dei Zaguri, nobili di Cattaro, ove anticamente si chiamavano Saraceni. Giunti a Venezia, vennero creati cittadini nel 1504, e nel 1653 poterono farsi ammettere al Maggior Consiglio. Nella supplica per ottenere la nobiltà Pietro Zaguri e fratelli esposero i meriti di Trifone loro zio paterno. Egli, dissero, nell’ultima guerra Turchesca, mandato dall’eccelso Consiglio di X nella città di Ragusi, penetrò gl’andamenti nemici, riscattò schiavi col proprio danaro, combattè e distrusse le barche armate di Castel Nuovo, e finalmente, scoperti i tradimenti di Cattaro, rese preservata quella città a quest’imperio sublime, sotto cui appunto, per opera dei nostri maggiori, s’era ella già dedicata. Chiuse poi il medesimo nostro zio li giorni e gli impieghi a Costantinopoli, ove, d’ordine pubblico, fu inviato presso l’Ecc.mo Bailo Soranzo.

Parecchi militari valenti, Pietro letterato, ed architetto della chiesa di San Maurizio, e Marco, vescovo di Vicenza e di Ceneda, resero chiara la famiglia Zaguri dopo la sua ammissione al M. C. Essa lasciò il suo nome anche ad una Calle, e ad un Sottoportico, situati di fianco al di lei palazzo. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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