Rio de le Bote o de le Balle, nel Sestiere di Dorsoduro

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Rio de le Bote o de le Balle (a destra) dal Ponte dei Ragusei - Dorsoduro

Rio de le Bote o de le Balle, nel Sestiere di Dorsoduro

Il padre Vincenzo Maria Coronelli nel delineare la sua Pianta iconografica di Venetia (1696) chiama questo segmento rio morto senza nome, informandoci involontariamente di quelle che erano già allora le sue caratteristiche fisiche, rimaste inalterate per ben tre secoli. Ancor oggi esso si incunea in un’area che per oltre un secolo fu adibita ad usi produttivi (fabbrica di vetri e specchi Checchin), successivamente occupata da un ampio edificio destinato a pubblici uffici della Sanità locale. La sua funzione fu quella di una moderna piscina o cavàna, che favoriva il diretto accesso acqueo alle cererie prima e ai moderni insediamenti industriali poi, fino all’escavazione nel 1933 del canal piccolo (meglio noto come rio novo), che ha sconvolto anche sotto l’aspetto idraulico l’assetto urbanistico dell’area. Il Rio de le bote comunica con il Rio Novo attraverso un condotto sottostante gli edifici costruiti nei primi anni Sessanta di questo secolo. In alcuni documenti d’archivio risalenti al 1899 viene indicato come Rio de le Balle, idronimo che si alternerà per un certo periodo con quello corrente. (1)

(1) https://github.com/mitchellwills/

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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