Ponte de la Furatola sul Rio de Sant’Aponal

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Ponte de la Furatola sul Rio de Sant'Aponal - San Polo

Ponte de la Furatola sul Rio de Sant’Aponal. Sotoportego de la Furatola – Calle de la Furatola

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, bande in mattoni. (1)

Si chiamavano furatole alcune bottegucce simili a quelle dei pizzicagnoli, ove si vendeva pesce fritto, ed altri simili mangiari ad uso della povera gente. Deriva il vocabolo furatola o da foro, essendo tali bottegucce altrettanti piccoli fori, o stanzini, a pian terreno; o dal barbarico furabola, che, secondo il Ducange, equivale a tenebrae, essendo le medesime oscure, ed annerite dal fumo; o finalmente da furari (rubare) per le frodi o rubarìe, che vi si commettevano, punite in antico con multa, e perdita dell’esercizio.

Varie leggi si conoscono relative alle furatole. I Furatoleri non potevano vendere alcun genere riservato ai luganegheri, né condire i cibi con cacio, onto sotil, ed altro grasso. Chiunque dei medesimi avesse osato di vendere vino, anche al minuto, nella propria bottega non solo perdeva il vino e pagava 50 ducati di multa, ma si bandiva anche da Venezia, e dal Dogado per un anno. Se gli impiegati tenevano furatola, perdevano il loro posto; i preti poi, se la tenevano in casa, divenivano incapaci di ogni ecclesiastico beneficio, e se fuori di casa, incorrevano in pena pecuniaria, non pagando la quale potevano essere incarcerati (7 aprile 1502 nel Capitolare dei VII Savii). (2)

(1) ConoscereVenezia

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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