Corte San Marco a Santa Maria Maggiore (Dorsoduro)

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Corte San Marco a Santa Maria Maggiore (Dorsoduro)

Corte San Marco a Santa Maria Maggiore (Dorsoduro)

S. MARCO (Corte, Fondamenta) a Santa Maria Maggiore. Pietro Olivieri q. Baldissera, col suo testamento 25 ottobre 1515, deposto negli atti di Priamo Businello N. V., instituì per suoi commissari tre confratelli della Scuola Grande di S. Marco, alla quale egli stesso era ascritto, e, dopo altre sue disposizioni, fece la seguente: Voglio che di lutto il resto dei danari che loro (i suoi commissari) se troverà hacer, del tutto, et ogni mia cosa, che loro, pili presto che i possa, i compra in questa terra, in quel luogo che a loro parerà, un terren, ovver più, sopra, il quale, o sopra i quali, loro farà fabbricar tante case quante loro potrà per i denari che loro se troverà hacer del tratto d’ogni cosa. Le quali case voglio che le sia di sorte che, quando le se volesse affittar, che de fìtto no se podesse trazer più de ducali 5 in 6 all’anno. E predette case voglio che le sia date ad habitat a poveri fradelli della Scola di S. Marco, li quali sopra tutto habbia fioli, e sia persone di buona conditione, le qual loro habbia da galder in vita sua ccc. ecc. La Scuola di S. Marco, dopo la morte dell’Olivieri, successa nel 1559, adempì la di lui volontà, e fabbricò, per darle amore dei ai confratelli poveri, 24 case a S. M. Maggiore, in una Corte che perciò fu detta di S. Marco. In essa si scorge tuttora scritto sopra il muro un decreto del 1759, col quale si proibisce ai beneficati dalla Commissaria Olivieri di affittar ad altri le case, oppure d’introdurvi persone estranee, o s’ingiunge a tutti di non susurrare, tumultuare, od in qualunque modo inquietare gli abitanti della Corte.

La Scuola di S. Marco era una delle sei Grandi, e venne fondata nel 1260 in parrocchia della Croce, donde il 25 aprile 1438 si traportò ai SS. Giovanni e Paolo in un locale sul Campo, che però nel 1485 si abbruciò. Allora gettò i fondamenti del magnifico edificio che tuttora in quella situazione ammiriamo, e che adesso fa parte del Civico Ospitale, sul disegno di Martino Lombardo, ajutato forse dal domenicano Francesco Colonna, soprannominato il Polifilo. Si dice che all’erezione di tale edificio concorresse un pescatore di S. Nicolò recando in un battello 100 lire d’argonto col patto che la confraternita dovesse creare ogni anno un decano abitante a S. Nicolò. Cento erano gli individui addetti alla Scuola di S. Marco, ed assai abbondanti le rendite della medesima che venivano impiegate in esercizi i religiosi, ed in opere di beneficenza. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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