La Madonna col Bambino, sul tabernacolo (capitèło) al Ponte dei Bareteri, nel Sestiere di San Marco

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Madonna col Bambino. Ponte dei Bareteri. Sestiere di San Marco

La Madonna col Bambino, sul tabernacolo (capitèło) al Ponte dei Bareteri, nel Sestiere di San Marco

Capitèło con nicchia, contenente il bassorilievo della Madonna in trono col Bambino in piedi sulle sue ginocchia. Da qualche autore attribuito a Giovanni Maria Morlaiter. (1)

Ponte dei Bareteri.

Il Marin nella sua Storia Civile e Politica del Commercio dei Veneziani, dopo aver parlato di varie arti che nei secoli XIII e XIV fiorivano in Venezia, così si esprime: “Non erano meno in uso le berrette a quei dì, delle quali coprivano comunemente la testa non meno i plebei che i distinti cittadini ed i nobili. Ponte dei Bareteri viene detto ancor quello che unisce la Merceria hella sua divisione, locchè fa credere che le vicine strade avessero molte botteghe di venditori di questa manifattura“. Infatti, il Gallicciolli cita tre baretteri, o beretteri, da San Salvatore (i confini della qual parrocchia giungevano anche una volta a questo ponte) che nel 1379 fecero prestiti alla Repubblica. E più tardi altresì vari berretteri stanziavano presso il ponte suddetto, che per la prima volta venne fabbricato in pietra nel principio del secolo XVI. 

L’arte dei Berretteri si raccolse in corpo principalmente per una legge del 18 marzo 1475. Il 12 marzo 1506 si decretò poi che dovesse essere unita a quella dei Marzeri. Essa contava anticamente molte fabbriche per il consumo della città, e per le commissioni solite a venire dall’Istria, Dalmazia e Levante, essendosi sparsa la fama che le berrette veneziane si tingessero con finitezza e durevolezza di colore. Negli ultimi tempi però era decaduta d’assai per la mutazione del nazionale costume, sicché nel 1773 aveva soltanto 7 botteghe con 27 capi maestri, 11 lavoratori, ed un garzone.(2)

(1) ConoscereVenezia

(2) Bernardo e Gaetano Combatti. Nuova planimetria della città di Venezia. (VENEZIA, 1846 Coi tipi di Pietro Naratovich).

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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