Famiglia Cappello

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Stemma della famiglia Cappello Famiglie Venete con le loro armi. Biblioteca Estense universitaria

Famiglia Cappello o Capello

Dalla città di Capua molte famiglie passarono in Roma, e tra queste li Capuelli, detti poscia Capellis e Capelli, così chiamati dalla città onde partirono, i quali furono tosto ammessi alla cittadinanza romana, e da essi uscirono poi soggetti cospicui, di cui sino al giorno d’oggi in molteplici marmi se ne vede onorata ricordanza. Essendo stati proscritti da Triunviri, passarono a rifugiarsi nei colli Euganei, e furono accolti fra la nobiltà di Padova. Scacciati poi da Attila, passarono in Venezia. Ciò attesta lo Zabarella nella sua storia intitolata il Pileo, Pozzi, Moti, Frescot, Braciolini, Sansovino, Malfatti, ed Alfonso Moresti. Nel 1544 Marin Capello qu. Giovanni creduto morto fu ritrovato vivo nel sepolcro. Bianca figlia di Bortolo Cappello, fu moglie di Francesco Gran duca di toscana l’anno 1579. Le famiglie Capellis e Cappello ascritte fra cittadini originari veneti, discendono da questa illustre prosapia. (1)

Sebbene questa famiglia possa contare nella carriera ecclesiastica un Pietro vescovo di Cremona nel 1362, ed un Benedetto arcivescovo di Zara nel 1639; nella letteraria un Bernardo, buon poeta, che trovasi nominato nel Furioso dell’Ariosto, e nella civile parecchi magistrati distinti, tuttavia rifulse maggiormente nelle belliche imprese. Tra molti valorosi guerrieri ricorderemo quel Vittore che nel 1462 e 1465 fu Generalissimo dei Veneziani contro i Turchi, riportando segnalate vittorie, e che, morto nel 1466 di cordoglio, a cagione di essere stato battuto dai nemici, ebbe, per cura dei parenti, un onorevole monumento sulla porta della chiesa di Sant’ Elena in isola. Anche un Nicolò Cappello sconfisse i Turchi in vari incontri, preservò Cipro nel 1487 dalle ostili ingiurie, e nel 1490 ridusse Paros con altri luoghi alla Veneta obbedienza. Non dimenticheremo per ultimo quel Vincenzo Cappello, per ben cinque volte Generale di mare, a cui spese sorse nel 1511 la facciata della chiesa di Santa Maria Formosa, riguardante il Ponte de le Bande. Colà si scorgono tuttora l’urna e la statua dell’eroe, mentre sulla facciata risguardante il campo, eretta per testamento di un altro Vincenzo Cappello nel 1604, si ammirano i busti di altri cospicui soggetti della famiglia. Essa produsse anche la celebre Bianca, morta Granduchessa di Toscana, e diede il nome a più di un sentiero di Venezia. Un ramo della medesina abitava a San Giovanni Laterano in un palazzo fregiato del di lei stemma gentilizio, e nominato dal Sansovino nella sua Venezia, nonché dal Boschini nelle Ricche Miniere della Pittura Veneziana. Scrive quest’ultimo autore che dopo la chiesa di San Giovanni Laterano si trova casa Cappello, il di cui cortile è tutto dipinto dalla scuola del Zilotti. (2)

Lo stemma gentilizio della famiglia Cappello, secondo la descrizione data dal Freschot, era: “reciso d’argento e d’azzurro, con un cappello ò pileo all’antica senza falda, posto in mezzo, e dei colori opposti, con li cordoni rossi“. (3)

(1) Antonio Longo. Dell’origine e provenienza dei cittadini originarj. Venezia Tipografia Gasali 1817.

(2) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. Tipografia Grimaldo Venezia 1872

(3) Casimiro Frescot. La Nobiltà Veneta ossia Tutte le Famiglie Patrizie con le figure de suoi Scudi e Arme. Venezia 1707

Dall’alto in basso, da sinistra a destra: Calle de la Casseleria, 5298 (Castello) – Calle Benzon, 3938 (San Marco) – Chiesa di Santa Maria Formosa, 5246 (Castello) – Calle Longa, 2124 (Santa Croce) – Ramo Cappello, 6392 (Castello) – Ramo Malipiero, 3076 (San Marco) – Fondamenta dei Cereri, 2508 (Dorsoduro)

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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