Pozzo di Campiello San Zulian

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Pozzo di Campiello San Zulian

Pozzo di Campiello San Zulian

Vera: in pietra d’Istria di forma cilindrica divisa in cinque settori. Su un settore della vera è presente un beccuccio di fontana. Base: rotonda, a due gradini. Copertura: lastra metallica convessa.

Campiello San Zulian. Chiesa di San Giuliano (vulgo San Zulian). Questa chiesa la edificata verso l’829 da Giovanni Marturio, che reggeva lo stato con Orso vescovo di Castello e Basilio Trasimondo, al tempo dell’esilio di Giovanni Partecipazio. Distrutta da un incendio venne rifabbricata nel 1105 dalla famiglia Balbi, verso il 1555 rinnovata dal Sansovino coadiuvato dal Vittoria. L’illustre filologo e medico Tommaso Rangone da Ravenna, che ha un monumento sopra la maggior porta nel prospetto esterno, diede grossa somma per quella riedificazione. La chiesa che sino dal 1405 si reggeva come parrocchiale, fu fatta succursale della chiesa di San Marco nel 1810. A spese del cav. Girolamo Vigniola morto nel 1585, fu fatto Il grandioso soffitto, nel quale Jacopo Palma dipinse nel mezzo il santo Giuliano ed otto virtù nei comparti. La pala del primo altare, a destra di chi entra, rappresenta Cristo morto sostenuto degli Angeli ed i Santi Jacopo, Marco e Girolamo, ed è opera mal conservata di Paolo  Veronese. Il quadro con San Girolamo sulla vicina parete è di Leandro Bassano. È di Jacopo Palma la pala del secondo altare che rappresenta 1’Assunzione di Maria Vergine; e sono di Alessandro Vittoria i bassirilievi. L’altar maggiore ha una tavolo del Santa Croce, che rappresenta Nostra Donna incoronato ed alcuni Santi. Sopra l’arco della cappella a sinistra il quadro con la Risurrezione del Salvatore è opera di Jacopo Palma; e dentro la cappella, sulle pareti laterali, la Cena di Nostro Signore, di Paolo Veronese; la Caduta della Manna, di Leandro Corona; Cristo nell’orto, di Jacopo Palma. L’altare fu disegnato dal Busconi: il gruppo con Cristo morto sostenuto dagli Angeli è di Girolamo Campagna: il soffitto a stucchi e del Vittorio. Non merita una parola la tavola dell’altare che segue, ma si la pala dell’ultimo altare, che rappresenta Nostra Donna seduta ed i Santi Giovanni Evangelista e Giuliano, opera del Cordella. Cinque confraternite erano state istituite in questa chiesa: di San Rocco, della Natività, dell’Assunzione, di San Paolo Eremita e di San Jacopo. (1)

(1) BERNARDO e GAETANO COMBATTI. Nuova planimetria della città di Venezia. (VENEZIA, 1846 Coi tipi di Pietro Naratovich).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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