Le maniglie o “musi da porton” con teste di “moretti” sulle porte dei Palazzi Donà a Santa Maria Formosa

0
125
"Moretto" maniglia o "muso da portòn" su una porta di un palazzo Donà a Santa Maria Formosa. Sestiere di Castello

Le maniglie o “musi da porton” con teste di “moretti” sulle porte dei Palazzi Donà a Santa Maria Formosa

All’epoca della potenza politica e della prosperità commerciale della Repubblica, i ricchi mercanti veneziani avevano l’abitudine di condurre o far venire dall’Oriente dei giovani mori, che servivano come domestici o come paggi, e che vestivano di seta, di velluto ricamati in oro, argento e cosparsi di perle. Nelle feste in cui l’aristocrazia veneziana spiegava il lusso dell’Oriente, questi mori, giravano per le sale, con candelabri, fiacole e torcie, o aprivano e chiudevano le porte. Alla partenza degli invitati si piazzavano lungo le scale e gli atri dei palazzi per far chiaro mentre  s’imbarcavano nelle loro gondole.

Quando Venezia cominciò declinare venne meno l’uso di questa servitù domestica, e se ne fabbricò una di artificiale, che rendeva in parte lo stesso servizio. Si costruirono allora dei “moretti” scolpiti in legno o di vetro, coperti di vesti e drappi a colori vistosi e con ornamenti dorati bellissimi per sostenere condelabri, fanali, vassoi e quant’altro; successivamente si misero sulle porte, ad uso delle maniglie, le teste dei “moretti” in ottone raffigurati con diademi e turbanti in testa.  (1)

Esempi di maniglie o “musi da pòrton” a forma di teste di “moretti” si possono vedere non solo sui portoni dei due palazzi Donà a Santa Maria Formosa, ma anche in tante altre parti della città. 

(1) La Voce di Murano. 15 Agosto 1885

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.