Pozzo di Campiello Bruno Crovato

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Pozzo di Campiello Bruno Crovato - Cannaregio

Pozzo di Campiello Bruno Crovato

Vera: in pietra d’Istria di forma cilindrica. Su un lato della vera è presente un beccuccio di fontana. Base: ottagonale. Copertura: lastra metallica piana.

Bruno Crovato. Morì nel luglio del 1944 in occasione dell’eccidio di Cannaregio, il primo di una lunga scia di sangue che inaugurò la stagione più sanguinosa della Resistenza. Fino a quel momento infatti, la lotta partigiana si era distinta soprattutto per azioni di sabotaggio e di informazione clandestina; d’altro canto Venezia, per la sua conformazione, rendeva un certo tipo d’azione praticamente impossibile, come molto difficile era la clandestinità. Successe che il famigerato maresciallo fascista Asara venne ucciso (non si seppe da chi) alle 14 circa del 6 di luglio. Scattò subito la rappresaglia, secondo il modello nazista: 10 ad 1. Il prefetto Cosmin (che fu tra quanti pretesero l’immediata fucilazione dei condannati di Verona – Ciano, De Bono, Gottardi, Pareschi, Marinelli) diede ordine di assassinare nel sestiere di Cannaregio 10 antifascisti (cattolici, comunisti, liberali, agnostici). Si formarono così 10 squadre, ciascuna di tre sgherri in borghese. Questi suonarono altrettanti campanelli nel cuore della notte tra il 7 e l’8 luglio, tra San leonardo e San Canciano. Quattro non aprirono e per loro fu la salvezza, mentre per Ubaldo Belli, Luigi Borgato, Bruno Crovato, Piero Favretti, Augusto Picutti e Giuseppe Tramontin la sorte fu segnata da un colpo di pistola. (1)

(1) http://www.albumdivenezia.it a Cura del Comune di Venezia

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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