Battiporta o “bataòri” sul portone d’ingresso del palazzo Malipiero, a San Samuele

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Battiporta o bataòr su una porta d'ingresso del palazzo Malipiero a San Samuele

Battiporta o “bataòri” sul portone d’ingresso del palazzo Malipiero, a San Samuele

Battiporta o bataòri  sul portone d’ingresso del palazzo Malipiero in Campo San Samuele, raffiguranti Ercole sopra una conchiglia, attorniato da due leoni. 

Ercole era figlio di Giove e di Alcmena. I Greci lo chiamavano Eracle. Giove, per possedere Alcmena, prese le sembianze di suo marito Anfitrione mentre questi era assente. La gelosa Giunone per vendicarsi della infedeltà di Giove con una mortale, fece in modo che Alcmena, la quale doveva dare alla luce due gemelli, ritardasse il parto, facendo nascere prima Euristeo. Nel giorno in cui nacque Ercole il tuono si fece sentire in Tebe a raddoppiati colpi, e molti altri prodigi rinnunciarono la gloria del figlio di Giove. Giunone, la quale, dai primi giorni d’Ercole, diede più di una prova dell’odio che gli portava per causa della madre, mandò due draghi alla di lui culla per farlo divorare; ma il fanciullo, senza spaventarsi, li prese fra le mani e li fece in pezzi; la dea allora, alle preghiere di Minerva si raddolcì alquanto, e acconsentì anche a dargli il proprio latte per renderlo immortale.

Ercole si vede ordinariamente rappresentato con la clava in mano (emblema di desiderio e di prudenza), e con la pelle del leone Nemeo (emblema di grandezza e generosità), che egli porta sopra un braccio o sulla testa. Talvolta tiene nella sinistra tre pomi d’oro, come segno di aver domato la Voluttà e seguita la Virtù. Questo eroe si trova spesso coronato di pioppo bianco; albero consacratogli per essersene cinto il capo quando discese all’Inferno; e la cui parte bianca delle foglie che aderivano al capo conservò il prorpio colore, mentre quella esterna divenne nera per il fumo. (1)

Verso il 1590 Caterino Malipiero, a seguito del matrimonio con Elisabetta Cappello e di successivi acquisti, ottenne la proprietà del palazzo. A lui si devono alcuni restauri ed ampliamenti testimoniati dalla data 1622 e dalla sigla K. M. (Caterino Malipiero) incise in un rilievo sopra il portone d’accesso al nuovo grande androne verso il Campo e la chiesa di San Samuele nel quale compare l’orgogliosa arma con artiglio di gallo del casato. (2)

Vedi anche Il Palazzo Malipiero a San Samuele

(1) Giuseppe Ronchetti. Il Dizionario Illustrato dei Simboli. Ulrico Hoepli Editore Milano 1922

(2) www.palazzomalipiero.com

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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