Corte de la Spechiera, nel Sestiere di Cannaregio

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Corte de la Spechiera a San Marcuola. Sestiere di Cannaregio

Corte de la Spechiera, nel Sestiere di Cannaregio

La corte venne forse così detta dalla proprietaria di qualche laboratorio di specchi. E veramente dai Necrologi Sanitari si ricava che il 23 ottobre 1630, anno della pestilenza, morì nella parrocchia di San Marcuola una Betta spechiera, de ani 39, di sospeto.

L’industria degli specchi sembra introdotta da Nicolò Cauco, Muzio da Murano, e Francesco, fabbricatore di coperte da San Bartolomeo, il quale fecero il 5 febbraio 1317 M. V. un accordo con un maestro di quell’arte in Alemagna, qui vitrum a speculis laborare sciebat, et fecerunt ipsum dictam artem laborare m Venetiis (Fronesis). Col progresso del tempo un Antonio Bertolini, detto il Gigante, inventore delle molle per dare l’ultima pulitura agli specchi, essendosi associato ad un Bernardo Ponti, ottenne di separarsi dai Muranesi, e potè rendere l’arte degli specchi distinta, con l’obbligo però di ritrarre le paste dalle fornaci di Murano. Gli specchieri dipendevano un tempo dai marceri, ma nel 1577 si emanciparono. Ebbero altre scuole di devozione oltre quella dei Gesuiti, e diedero il nome anche alla Calle dei Spechieri a San Giuliano, ove in gran numero stanziavano, come appare dalla Descrizione della contrada pel 1661. (1)

Nell’arco che prospetta il Rio de San Girolamo è infisso uno stemma della famiglia Zanoli, sopra il cimiero con la fenice che guarda il sole e un cartiglio con la scritta SEMPER EADEM (sempre la stessa),  nello scudo una palma con dei datteri, e sotto lo stemma la scritta “CHA ZANOLI”. Gli Zanoli provenivano da Milano, e si stabilirono a Venezia probabilmente nel corso del Cinquecento, erano ricchi mercanti, possedevano molte case a San Girolamo, dove esisteva un ponte denominato di Ca’ Zanoli (attuale Ponte dei Ormesini) con lo stemma del loro casato. Avevano molti beni a Mirano e tomba propria alla Madonna dell’Orto. (2)

(1) Giuseppe Tassini. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

(1) Giovanni Dolcetti. Il Libro d’Argento delle Famiglie Venete. Filippi Editore.

FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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