Isola delle Vergini, sul Rio de la Guerra o delle Vergini

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Rio de le Vergini, con la torre in prossimità della quale sfociava il Rio della Guerra - Castello

Isola delle Vergini, sul Rio de la Guerra o delle Vergini

Il Rio de la Guerra separava l’Arsenale dall’Isola delle Vergini. Nel 1869/1871 la Chiesa e il Convento delle Vergini vennero demoliti e il Rio de la Guerra interrato per fare posto al nuovo ampliamento dell’Arsenale e ai suoi bacini di carenaggio. (1)

VERGINI (Ponte, Rio, Calle, Fondamenta delle) a Castello. Ugolino, vescovo di Ostia, che fu poi papa Gregorio IX, giunto a Venezia come legato di Onorio III, consigliò nel 1224 al doge Pietro Ziani di erigere una chiesa intitolata Santa Maria Nuova di Gerusalemme, in memoria di quella del medesimo titolo che in Palestina era stata poco prima distrutta dai Saraceni. Il doge aderì al pio desiderio, ed aggiunse alla chiesa un convento di monache Agostiniane, per cui ambedue questi edifici presero volgarmente il nome di Santa Maria delle Vergini. A due incendi essi andarono soggetti nel 1308 e nel 1487, dopo i quali vennero rifabbricati. Nel 1806 si consegnarono alla Veneta Marina, e nel 1809 si ridussero ad ergastolo o bagno dei forzati. Ora però servono ad uso di magazzino.

Anche le monache delle Vergini coabitavano un tempo con frati che, probabilmente per le loro intemperanze, furono per due volte, cioè nel 1295, e nel 1449, espulsi dal convento. Anch’esse si resero note per scandali e sacrilegi. Scrive il Sanuto: A dì 26 agosto 1502. Nel monasterio di le Verzene, fatto la consientia ali avogadori, et examinato alcuni, fo trovato in dito monastier esserne di gravide; perhò per la signoria fo mandato l’abate di Borgognoni, dicendo voleva venir dentro a far l’oficio comessoli; or dite monache li rispose non voler per niun modo venisse, perchè erano sottoposte solum al serenissimo principe. Né il Sanuto scrisse il falso, poiché, oltre Giuseppe di Marchiano, gastaldo del monastero, condannato per tali scandali fino dal 1418, si trovano nelle Raspe condannati per il medesimo oggetto nell’anno 1502, accennato dal Sanuto, Francesco Frescobaldi, Francesco Spizega, ser Giorgio Contarmi, ser Francesco Giustinian, ser Pietro Valier, ser Benedetto Priuli, ser Giovanni Baffo, e ser Vincenzo Morosini. Quindi, sotto l’anno 1503, ser Giusto Gauro, ser Bernardo Pisani, e nuovamente ser Vincenzo Morosini.

La chiesa delle Vergini era visitata il primo maggio di ogni anno dal doge e dalla Signoria tanto per fruire della indulgenza detta della Porziuncula, concessa da Bonifacio IX, quanto per ricordare alle monache il jus patronato ducale. In questa occasione la badessa recitava un discorso innanzi al principe, e lo regalava d’un mazzo di fiori con manico d’oro, e guernito di merletti veneziani.

Nel convento dello Vergini ebbe stanza la moglie del Carmagnola dopo la decollazione del marito, provveduta d’annua dal pievano e capitolo un paro di colonne di marmo fino. Finalmente nel 1671 rifabbricarono questo altare, fatto cambio di sito con la scuola di Sant’Antonio. Tanto deduciamo dalla loro mariegola che si conserva nell’Archivio Generale. Essi formavano un’arte distinta da quella dei verieri, o padroni di fornaci di vetro di Murano, coi quali ebbero varie liti, il che si deduce chiaramente dalla mariegola stessa. (2)

(1) Cfr. La Pianta di Venezia di p. Vincenzo Maria Coronelli (1697) e la Pianta della città di Venezia di Ludovico Ughi (1729)

(2) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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