Ponte San Nicolò, tra il Rio de San Nicolò e il Rio de le Terese

0
574
Ponte San Nicolò, tra il Rio de San Nicolò e il Rio de le Terese - Dorsoduro

Ponte San Nicolò, tra il Rio de San Nicolò e il Rio de le Terese. Campo San Nicolò dei Mendicoli – Fondamenta de le Terese

Ponte in pietra; struttura in mattoni e pietre, balaustre in ferro sostenute da colonnine in pietra d’Istria. Restaurato nell’anno 2003. Su un fianco del ponte, al centro dell’arco, tre stemmi in pietra di Provveditori di Comun.

SAN NICOLO’ (Campo, Ponte, Rio, Arzere). La chiesa di San Nicolò, vescovo di Mira, o Mirea, nella Licia, sembra fondata dai Padovani qui rifuggitisi per timore dei Longobardi nel secolo VII, e perché sorse sopra un’isoletta dalla mendicità degli abitanti, i quali erano per lo più pescatori, appellata Mendigola, preso il nome di San Nicolò dei Mendigoli. Essa ebbe un restauro nel secolo XVIII, nella qual occasione si eresse l’altare della terza cappella a destra con 4 colonne di marmo, e si rinnovò la facciata. Tali lavori vennero commessi, per quanto è fama, da un povero prete di chiesa, e non sapendosi come questi aver potesse mezzi a ciò sufficienti, la maldicenza acuì il suo dente in modo che egli fu tratto perfino innanzi ai tribunali. Colà egli fece solenne protesta della propria innocenza, giurando di chiudere nel seno un segreto che doveva scendere con lui nella tomba. Per alludere poi al meraviglioso dell’intrapresa, ed all’accennato segreto, volle che fossero collocati sulla fronte del tempio due simulacri effigianti San Antonio di Padova alla sinistra col motto: Si quaeris miracula, e San Giovanni Nepomuceno alla destra col motto: Dixi secretum meum mihi. Troviamo in una scheda manoscritta del Cicogna che questo prete si chiamava Giovanni Zaniol, e che, come correva sospetto, aveva scoperto entro una sepoltura nel campanile molto oro ed argento, per cui poté aver i mezzi di restaurare la chiesa.

Essa era anticamente parrocchiale, ma all’epoca della riforma delle parrocchie divenne succursale dell’Angelo Raffaele. Sopra il portico, di cui era anticamente fornita, si ritirò a menar vita eremitica quella Sofia che era stata una delle fondatrici del monastero di Santa Croce, e qui visse per anni 15 con altre due compagne, venendo a morte nel 1490. Il Sabellico, parlando della chiesa di San Nicolò, lasciò scritto che colà si trovavano tres supra vestibulum virgines muro clausae, quorum unam hodie, ob creditam sanctitatem, quasi futurorum praesciam, vulgo, ut audio, matronae consulunt.

Sembra che anticamente il rivo di San Nicolò si denominasse Rio Bonaldo per gli stabili della patrizia famiglia di questo cognome. Narrano le cronache che nel 1053, mentre Donato Grazioso ritornava in barca per il rivo suddetto dalla festa di San Nicolò, venne ucciso dai Veruli, i quali prima gli avevano rapito la figlia Rosetta. Perciò i Veruli furono banditi da Venezia.

In parrocchia di San Nicolò vide la luce il 27 maggio 1738 il buon compositore di musica Bonaventura Furlanetto da Gasparo di messer Iseppo q. Domenico Furlanetto, ed Anzola di Francesco Gaggetta jugali (Registri Battesimali). Morì nel circondario medesimo il 6 aprile 1817, venendo nella chiesa sepolto. (1)

(1) GIUSEPPE TASSINI. Curiosità Veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia. (VENEZIA, Tipografia Grimaldo. 1872).

Print Friendly, PDF & Email

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

Lascia una risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.