Chiesa e Monastero di Santa Maria Maddalena vulgo delle Convertite

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Chiesa di Santa Maria Maddalena vulgo delle Convertite

Chiesa di Santa Maria Maddalena vulgo delle Convertite. Monastero di Monache Agostiniane. Chiesa e Monastero secolarizzati

Storia della chiesa e del monastero

Tutti i monasteri fondati in Venezia per monache fino al secolo XVI, benché destinati erano per quelle che in seguito dell’innocente, ed onesto loro vivere dedicar si volevano a Dio, così escludevano affatto quelle, che qualche parte dei loro giorni sacrificata avessero al libertinaggio, e al disonesto costume. Perché però anche per queste, quando sinceramente bramassero convertirsi luogo vi fosse, ove con religiosa vita compensare potessero i passati errori, fu a loro perpetuo ricovero circa i principi del secolo suddetto istituito sotto la regola di Sant’Agostino un monastero, e fondata un’angusta chiesa, dedicata al nome della più illustre fra le penitenti Santa Maria Maddalena. Ne confermò la fondazione, e l’istituto il Pontefice Giulio III, e destinati avendo al pio luogo per perpetui protettori il patriarca di Venezia, e l’abbate di San Giorgio Maggiore, permise ai governatori del monastero stesso di stabilire quelle regole, che opportune credessero alla buona amministrazione del luogo. L’indulto assai esteso di Giulio III, fu poi da Paolo IV, con sua bolla dell’anno 1556 talmente dichiarato, che restando alla disposizione dei Governatori l’economico del pio luogo, la direzione delle cose spirituali tutta dovesse essere del patriarca di Venezia, e dei di lui successori.

Anche il senato con pia liberalità concorse allo stabilimento, e mantenimento dl così santo ricovero, assegnando nell’anno 1564, e nei susseguenti riguardevoli sussidi tanto dal pubblico erario, che dalle condanne pecuniarie dei rei.

Perché però anche il governo temporale procedesse con la più efficace, e diligente maniera, trovandosi il monastero privo d’assistenze, ed abbandonato dai governatori, stabilì la pubblica provvidenza del senato con decreto segnato nel dì ultimo di luglio 1601, che fosse nel pieno collegio stabilita una congregazione di dodici governatori, sei dei quali eletti fossero fra i patrizi, e gli altri in pari numero dall’ordine dei cittadini. Ne fu poi con altro decreto del giorno 12 luglio nell’anno 1690 accresciuto con egual assegnamento di condizione il numero fino a venti, dai quali in presente viene con benemerita attenzione diretto ed assistito il monastero.

La prima chiesa nei principi della fondazione del monastero fabbricata (come si è detto) assai umile, e ristretta, fu poi dalla cristiana liberalità di Bartolommeo Bontempelli dal Calice pio, e ricco mercante rinnovata in più capace, e decorosa forma, ed ottenne il compimento di suo decoro con l’ecclesiastica consacrazione conferitale nel giorno 8 di giugno dell’anno 1579, da Giovanni Trevisano patriarca di Venezia.(1)

Visita della chiesa (1733)

Questa chiesa ha sei altari ed è ornata dalle seguenti pitture. A mano sinistra entrando in chiesa vi è una tavola di Matteo Ingoli con una Croce, e i Santi Giovanni Battista, Francesco, Lorenzo Giustiniani, e Carlo. Un’altra tavola alla destra dell’Altare maggiore, con l’Annunziata, e San Nicolò è opera delle migliori di Baldissera d’Anna. Sopra la tavola dell’Altar maggiore vi è l’apparizione di Cristo alla Maddalena nell’Orto opera degna di Luigi dal Friso. Dai lati di essa Santi Giacomo, e Andrea Apostoli col Padre Eterno, e l’Annunziata nel volto: tutto del Palma. Un’altra tavola alla finestra dell’Altar maggiore con la Madonna di Pietà, opera delle buone di Baldissera d’Anna. Un’altra pure con Cristo all’Orto è del Palma. Il soffitto col Paradiso, ed altro è tutto del Palma. Sopra la porta della chiesa la Cena di Cristo, della scuola di Tiziano. Per andar nel parlatorio vi è un quadro con Santa Maria Maddalena fra gli Angeli cosa di Bonifacio.(2)

Eventi più recenti

Con la soppressione degli ordini religiosi nel 1810, chiesa e convento vennero secolarizzati. Il complesso divenne un ospedale e poi nel 1857 gli austriaci ne fecero in prigione. È ancora una carcere femminile.(3)

(1) FLAMINIO CORNER. Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia, e di Torcello tratte dalle chiese veneziane e torcellane (Padova, Stamperia del Seminario, 1763).

(2) ANTONIO MARIA ZANETTI. Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia ossia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini (Pietro Bassaglia al segno di Salamandra – Venezia 1733)

(3) ERMOLAO PAOLETTI. Il fiore di Venezia ossia i quadri, i monumenti, le vedute ed i costumi. (Tommaso Fontana editore. Venezia 1839).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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