Pozzo di Campo Sant’Agostin

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Pozzo di Campo Sant'Agostin - San Polo

Pozzo di Campo Sant’Agostin

Vera: in pietra d’Istria di forma cilindrica divisa in otto settori. Su due settori della vera sono scopite, a bassorilievo, due mitrie con pastorali; su un altro settore è inciso l’anno: “R 1984”. Base: rotonda, a due gradini. Copertura: lastra metallica convessa.

Campo Sant’Agostin. Sul muro di una casa in questo campo, il benemerito prete veneziano, Vincenzo Zenier, fece porre nel 1828 la seguente iscrizione in onore dei celebri Manunzi, che qui abitavano. La riportiamo, giacché il salso l’ha tutta corrosa: “MANUCIA . GENS . ERVDITOR . NEM . IGNOTA . HOC .LOCI . ARTE . TYPOGRAPHICA . EXCELLVIT”. Copiando questa inscrizione il Cicogna parla a lungo ed eruditamente di Aldo Manuzio il vecchio, e della famiglia di lui, illustre per l‘arte tipografica.

Chiesa di Sant’Agostino. Circa l’anno 959 in questa chiesa la prima volta edificata da Pietro Marturio, vescovo Olivolense, ossia di Castello; e ai suoi successori l’assoggettò per con testamento. Tre volte fa da incendi distrutta: nel 1105, nel 1149 e nel 1639. In quest’ultimo anno fu prestamente dai buoni fedeli rifatta. Era, e fu parrocchia fin al 1808, divenuta allora succursale: nel 1810 fu chiusa del tutto. Nicolò Driuzzo ne fu ultima piovano. Aveva cinque altari; e vi erano pitture del Molinari, di Bernardino Prudenti, del cav. Liberi, di Paris Bordone. Fra i piovani furono illustri Antonio Egenini e Giovanni Renio. Nell’integra sua forma sussiste ancora questa chiesa ad uso di magazzino. (1)

(1) BERNARDO e GAETANO COMBATTI. Nuova planimetria della città di Venezia. (VENEZIA, 1846 Coi tipi di Pietro Naratovich).

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FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

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