La famiglia e il palazzo Foscarini a San Stae, nel Sestiere di Santa Croce
A destra della chiesa di Sant’Eustacchio volgarmente chiamata San Stae, sorge sul Canal Grande il palazzo Foscarini, costruito nel Cinquecento dalla famiglia cittadinesca Coccina fattasi ricca con il commercio delle gioie.
Il palazzo di stile classicheggiante all’esterno, aveva nel suo interno un lusso cinquecentesco che cominciava dal cortile dipinto a fresco nel 1524 dal celebre Giambattista Zelotti di Verona, famoso affrescatore di ville venete e di palazzi veneziani, e seguiva nelle sale e nelle stanze ricche di decorazioni, di mobilia, di arazzi, di stoffe, di quadri.
Ma il palazzo Coccina sembrava sorto sotto cattivi auspici poichè cambiava spesso padrone, tanto che dopo qualche anno dalla sua costruzione passò in proprietà della famiglia Cavalli e precisamente di un Francesco, ricco mercante di seta, il quale nella chiesa di San Stae faceva costruire un’arca per la propria famiglia. Morto Francesco, suo figlio Bartolomeo, nell’agosto del 1581, vendette il palazzo con atto notarile di Antonio Callegarini a messer Luca Antonio Giunta quondam Giovanni, discendente dalla celebre famiglia fiorentina venuta a Venezia fin dal 1482 ad esercitare l’arte della stampa e che aveva per marca tipografica il giglio di Firenze.
Nei vasti locali del pianterreno s’installarono allora i torchi, le cassette dei caratteri, i cumuli di carta e la numerosa schiera degli operai del libro: compositori, battitori, tiratori, incisori in legno e in rame, legatori in cuoio, in metallo, in legno. Per vari anni gemettero i torchi nel palazzo di San Stae finché nel 1625, avendo Tommaso Giunta, figlio e successore di Luca Antonio, maritate le proprie figlie Lucrezia e Bianca a due fratelli Foscarini, Nicolò e Renier, del ramo di Sant’Agnese, il palazzo, con altri beni dotali, passò ai Foscarini dai quali prese il nome che tutt’ora conserva.
E siccome al ramo dei Foscarini di Sant’Agnese apparteneva quell’Antonio Foscarini, giustiziato il 20 aprile 1622, quale reo e traditore di Stato e poi riconosciuto innocente, corse la tradizione che in questo palazzo egli avesse dimora, tradizione erroneamente seguita dal Romanin, dallo Zanotto, dal Molmenti e da ultimo da Giulio Lorenzetti nella sua Guida di Venezia, opera per tanti riguardi pregevolissima.
Il palazzo di Sant’Eustacchio apparteneva ai Foscarini tre anni dopo la morte di Antonio, e non c’è più dubbio che egli abitasse invece a Sant’Agnese in un palazzo che sorgeva sulla Fondamenta Foscarini, e che fu demolito nel 1863 con l’interramento del Rio de Sant’Agnese, dove ora si trova il Rio Terà Foscarini.
Il monumento espiatorio innalzato nella cappella del Crocifisso nella chiesa di San Stae, che alcuni scrittori, dicono eretto d’ordine della Serenissima, fu invece opera della famiglia Foscarini, divenuta proprietaria del palazzo Coccina, che volle verso il 1711, dopo quasi un secolo dalla morte dello sventurato Antonio, ricordare l’innocenza affidando allo scultore Giovanni Ferrari detto il Torretto, maestro del Canova, l’esecuzione del busto marmoreo.
Nel palazzo Coccina, poi Cavalli, Giunta, Foscarini e più tardi Giovanelli, nacque il 4 marzo 1695 il doge Marco Foscarini, al quale, per ragione di eredità, toccò il palazzo situato ai Carmini dove trasferì la sua residenza e formò la preziosa raccolta di codici storici, raccolta ceduta dalla sua famiglia nel 1799 al governo austriaco per la misera somma di lire italiane 5440. Il catalogo solo di questi manoscritti di valore inestinabile comprende circa duecento pagine in ottavo dell’Archivio storico italiano. (a) (1)
(1) Giovanni Malgarotto. IL GAZZETTINO, 3 settembre 1929.
Busti dei Foscarini nella Chiesa di San Stae. Dall’alto in basso, da sinistra a destra: busto di Antonio Foscarini; busto di Girolamo Foscarini; Cappella del Crocifisso; busto di Ludovico Foscarini; busto di Sebastiano Foscarini
FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.








































































