Le patere di Casa Nardi in Corte de l’Albero, nel Sestiere di San Marco

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Casa Nardi in Corte de l'Albero, nel Sestiere di San Marco

Le patere di Casa Nardi in Corte de l’Albero, nel Sestiere di San Marco

Dove erano vecchie case cadenti, senza carattere e senza stile, alla Corte de l’Albero a Sant’Angelo, nel 1910, venne elevato un elegante e caratteristico fabbricato. L’impresa costruttrice Angelo e Domenico Nardi, su mandato di Giuseppe Groggia (cfr. la lapide sotto il capitello della Madonna), riscattò quelle vecchie case e si propose di far sorgere un edificio il quale, dovendo servire agli usi ed alle esigenze del tempo, si ispirasse alle tradizioni dell’architettura veneziana e tenesse il suo posto in mezzo ai sontuosi palazzi.

Affidò l’incarico di disegnarlo al giovane architetto Giulio Allesandri che ne tradusse con fine intendimento d’arte l’opera senza servirsi degli espedienti economici ordinari della finta pietra e del calco e senza lesinare nella spesa, adoperando il paramento, la pietra, il ferro, il legno e la pittura.

La parte sana dei fabbricati fu conservata nel suo organismo e ciò si potè fare per un solo corpo del quale è stata rifatta la sola facciata verso la Corte de l’Albero per unirla a quella della parte ricostruita in pieno dalle fondazioni.

A Venezia naturalmente non si può uscire dagli stili locali e l’architetto scelse il romanico-bizantino con le sue derivazioni in cotto, con le sue bifore e le trifore di sculture simboliche in bassorilievo (patere), con colonnine di greco, verde antico, e sormontate da caratteristici capitelli, con le transenne dei poggioli riccamente scolpite a traforo e simboli ed intarsiate con marmi policromi. A coronamento del fabbricato corre una ricca merlatura in marmo da cui emergono gli eleganti e caratteristici camini a campana rovesciata che rompono l’uniformità della linea. Il coperto è costituito da una ampia terrazza di circa 260 mq dalla quale si gode la vista meravigliosa del Canal Grande e di gran parte del panorama di Venezia. (1)

Nelle tre facciate di Casa Nardi, rivolte verso la Corte de l’Albero e la Fondamenta Narisi, sono infisse quattordici patere e nove formelle, probabilmente d’imitazione, tutte con simboli zoomorfici e fitomorfici ispirate al simbolismo paleo-cristiano. 

Le patere e le formelle sulle facciate di Corte de l’Albero si possono così descrivere nelle loro figurazioni: una patera con due uccelli addorsati le teste affrontate che mangiano della frutta da un albero; due patere con un uccello che becca una altro uccello; una patera con un uccello che becca un canide rovesciato sul dorso; una patera con un canide sopra un uccello; una patera con due uccelli tra una fontana o un albero; una patera con due uccelli addorsati le teste affrontate che mangiano dell’uva (simbolo delle anime ammesse al banchetto eucaristico); una patera quadrata con un uccello che becca sul capo un felide (simbolo della forza divina che domina e vince); una patera con un canide sopra un leporide (simbolo della forza divina che domina la lussuria); una patera con una rosetta; una patera con due grifoni affrontati con i becchi congiunti (simbolo simbolo di Cristo e della sua doppia natura umana e divina); una patera con due uccelli che si abbeverano ad una fontana (simbolo della Fontana della Vita, del battesino e dell’Eucarestia); una formella con due canidi che si abbeverano ad una fontana; una formella con un uccellino e il suo nido sopra un albero; una formella con due pavoni che si abbeverano ad una fontana sovrastanti un canide (simbolo delle anime che si dissetano in Cristo);  una formella con un uccello tra delle ramaglie sovrastante un canide; un canide sopra un albero sovrastante due uccelli; una croce con una mano benedicente (simbolo della mano di Dio) all’incrocio dei bracci. 

Le patere e le formelle sulla facciata di Fondamenta Narisi si possono così esporre: una patera molto corrosa; una patera con un canide sopra una ramaglia; una patera con un uccello sopra un canide; una formella con due uccelli affrontati con i becchi congiunti tra ramaglie sovrastanti due canidi; una formella con un felide tra ramaglie sovrastante un altro felide; una formela con tre uccelli affrontati che mangiano della frutta sovrastanti a due felidi affrontati; una formella molto corrosa con due pavoni affrontati che bevono da una fontana (simbolo della Fontana della Vita, del battesino e dell’Eucarestia). (2)

(1) L’Architettura Italiana. Periodico mensile di costruzione e di architettura pratica. Anno 1910-1911

(2) sul significato dei simboli cfr.: Giuseppe Marzemin. Le antiche patere civili di Venezia. Ferdinando Ongania editore Venezia 1937; Angelica Tonizzo e Maria Rosa Sunseri. Patere a Venezia. Tipo-litografia Pistellato Marghera-Venezia 1999; Espedita Grandesso. I portali medievali di Venezia. Edizioni Helvetia 1988.

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FOTO: Alfonso Bussolin. Pubblicazione riservata. Non è consentita nessuna riproduzione, con qualunque mezzo, senza l'autorizzazione scritta del detentore del copyright.

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