Il Rosetto mistico di Santa Maria del Pianto, nel Sestiere di Castello

0
93
Il Rosetto mistico di Santa Maria del Pianto, nel Sestiere di Castello

Il Rosetto mistico di Santa Maria del Pianto, nel Sestiere di Castello

Partendo da alcuni riferimenti simbolici presenti nell’Orto di Santa Maria del Pianto, abbiamo riproposto l’antico, tradizionale Rosetto mistico. La rosa è la regina dei fiori, per bellezza e unicità è associata a Maria.

Le due parti dell’Orto, separate dal “viottolo doloroso“, conducono in pendenza verso l’alto ingresso della Chiesa, al cui interno fino al 1814 sull’altare maggiore c’era lo straordinario dipinto di Luca GiordanoDeposizione di Cristo dalla Croce“. E’ tutto un insieme raccordato e guidato dal portale che si presenta come allegoria del Calvario: una Croce su una sommità, affiancata da due delfini. Il delfino simboleggia, dai primi secoli cristiani, Cristo che salva i naufraghi della vita, accompagnando le loro anime; collegato all’acronimo greco ICHTHYS (cioè, pesce-Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore), il delfino è visto come il “grande pesce” che guida i fedeli. Le spalle laterali del portale sono del resto sagomate con un taglio diagonale differenziato per orientare il cannocchiale visivo verso San Michele, l’isola del giudizio.

Sia nella porzione di destra che in quella di sinistra dell’Orto le rose sono piantumate in modo da rappresentare la lettera M ed appartengono ad otto specia diverse: Goldrush (giallo), Austriana (rosso), Asperin Rose (bianco), Taniripsa Mirato (rosa intenso), Red Mirato (rosso), Kastelruther Spatzen Rose (bianco), Jazz (arancio ramato con sfumature rosa pesca), Satina (rosa tenue). Otto tipi di rose condivisi con l’architettura ottagonale della Chiesa del Pianto.

Nella numerologia cristiana l’otto rimanda al giorno che non esiste, il primo dopo la creazione del mondo, ma anche a Maria “Rosa Mistica“, colei che senza macchia appartiene al giorno non contaminato ed è per questo separata e distaccata.

Al centro della porzione di destra c’è un albero di melograno che nella Bibbia è simbolo dell’intensità vissuta tra l’amato e l’amata: “come spicchio di melagrana è la tua tempia dietro il tuo velo” (Canto dei Cantici4,3:6,7). Questa relazione di amore è anche comunicata da molti artisti quando raffigurano il Bambino Gesù con in mano una melagrana che per i suoi frutti rossi, simboleggia la passione che dovrà subire.

Al centro della porzione di sinistra c’è una pergola di vite: nella tradizione cristiana, rappresenta Gesù come “vera vite” e i fedeli come suoi tralci, simboleggiando l’unità mistica e la linfa vitale della grazia. Il suo vino ottenuto ha la valenza eucaristica del sangue del sacrificio divino del Redentore, simbolo di salvezza.

Tutto è compreso in uno spazio recintato, protetto su ogni lato, un “Hortus conclusus“, un ambito simbolo del Paradiso terrestre e della purezza della Vergine Maria. E’ un luogo contemplativo che si ispira al Cantico dei Cantici, separato dal mondo, dove lo sposo descrice la sposa come un “giardino chiuso” a tutti, perchè dedicato soltanto a lui.

Qui a Venezia sul bordo incredibile del “finis terae” delle Fondamente Nove, dove sulla rotta verso Alessandria d’Egitto approdò San Marco ricevendo in sogno la predestinazione del 55 dopo Cristo, troviamo dunque l’archetipo del giardino come ispirata dimora spirituale e fisica. (1)

(1) dal un cartello esposto nel giardino

FOTO: Alfonso Bussolin. Quest'opera viene distribuita con Licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 International.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.